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Avete mai partecipato a una lettura pubblica della Commedia? Che siate studenti della Carlo Bo o solo appassionati della materia, martedì 29 novembre alle 14.00 potrete sperimentare o ripetere l’esperienza della Lectura Dantis, nell’aula Clemente XI di Palazzo Albani.

Di che cosa si tratta. Immaginate di ascoltare il Canto XVII del Paradiso e di percorrerlo verso per verso fino a coglierne ogni significato, nella maniera più chiara ed essenziale possibile. Ecco, di questo si tratta. Di un modo di fare cultura e divulgazione che proprio in questo tempo, a una manciata di giorni dalla sua scomparsa, rimanda al grande Vittorio Sermonti e alle sue “letture ad alta voce” che nelle scuole, nelle università, ai microfoni della radio nazionale, nelle chiese e nelle piazze d’Italia e del mondo hanno acceso connessioni nuove tra il grande pubblico e Dante.

A coordinare l’evento, nell’ambito del Dipartimento di Studi Umanistici, è il Professor Antonio Corsaro che spiega: “lo studio di Dante, e in particolare della Commedia svolge di norma un compito importante all’interno dei corsi di materia umanistica. Negli ultimi decenni, poi, in parallelo alle valenze didattiche, studenti e cultori hanno conosciuto meglio anche l’aspetto della recitazione pubblica di Dante: una dimensione che notoriamente era propria dei secoli antichi, quando la trasmissione orale era elemento essenziale della diffusione del testo sia in sedi religiose, sia in sedi accademiche. Recuperare questa dimensione è parso un valore da aggiungere, che può arricchire proficuamente lo studio di un testo universale come la Commedia”.

Di fatto, dall’antichità l’esecuzione vocale e visiva dei testi approda, negli anni Ottanta e Novanta, a una fortunatissima “dantemania” radiotelevisiva che coinvolge attori di grande esperienza: da Giorgio Albertazzi, a Carmelo Bene, fino a Gassman e Benigni. E proprio sulla linea della performance scenica che “legge” e “dice” in pubblico, si costruisce anche l’evento del DISTUM .
“L’esposizione del testo – continua Antonio Corsaro – sarà unita alla sua recitazione in chiave di lettura pubblica. A tale scopo concorreranno, come ospiti, il Professor Alfio Albani e l’attore Giorgio Sebastianelli. Il primo è un esperto dantista che ha lavorato presso la Società Dantesca Italiana in Firenze e ha già collaborato con l’Ateneo urbinate negli anni passati. Il secondo ha partecipato in tempi recenti a un ciclo di conferenze dal titolo Senso. I classici greco-latini, tenutosi presso il comune di Falconara Marittima, nel quale ha interpretato testi di Catullo, Virgilio e Orazio, ed inoltre è stato più volte lettore della Commedia”.

Non resta che spiegare la scelta del Canto XVII del Paradiso e augurare a tutti una buona Lectura. “Oltre che uno dei culmini della poesia dantesca, il canto XVII del Paradiso è notoriamente il canto dell’esilio. In tale chiave, pur senza voler ridurre forzatamente temi universali e senza tempo alla contingenza presente, è parso lecito stimolare un parallelo (ovviamente non diretto e non esplicito) al nostro tempo, protagonista, nelle migrazioni e negli esilii forzati di individui e popoli, di uno dei drammi più dolorosi della nostra condizione attuale”.