Esiste un modo concreto di pensare e gestire i cambiamenti sociali, politici e culturali seguiti ai fatti dell’11 settembre, del Bataclan, di Bruxelles… e si chiama pace. Una regola elementare che rimbalza nella geometria di parole che ieri abbiamo ascoltato. Due tra le altre: peacekeeping, peacebulding perché di operazioni che guardano allo sviluppo pacifico delle nostre società sempre più incerte, e in particolare delle aree di crisi strette tra Mediterraneo e Medio Oriente, si è parlato nell’Aula Magna del Rettorato del nostro Ateneo, durante il seminario Communication Strategy. Il ruolo strategico della comunicazione sullo scacchiere geopolitico.

Ospite d’eccezione della giornata di studio è stato il Generale di Corpo d’Armata Giovan Battista Borrini, Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, al quale il Magnifico Rettore ha rivolto il saluto dell’Ateneo in apertura dei lavori. Più avanti si sono avvicendati i contributi del Professor Piero Toffano, Direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali: Storia, Culture, Lingue, Letterature, Arti, Media (DISCUI); e gli interventi del Colonnello Diego Filippo Fulco, Comandante del 28° Reggimento “Pavia”; di Maurizio Carboni, Amministratore Delegato di BIC – Business Intelligence Consulting; e di Lella Mazzoli, Ordinario di Sociologia della Comunicazione e direttore dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino.

Grazie al Rettore Stocchi e all’Università di Urbino – ha esordito il Generale Borrini – per l’attenzione che, attraverso il 28° Reggimento Comunicazioni Operative, ha tributato all’Esercito italiano. Questa collaborazione con l’Ateneo è di fondamentale importanza perché permette a noi di fornire all’Università tutta l’esperienza maturata sul campo, e all’Università di fornire a noi la “scienza” di cui abbiamo bisogno per maturare nuove possibilità di comunicazione nei territori in cui operiamo, e creare un percorso di arricchimento continuo e vicendevole”.

Trait d’union tra la Carlo Bo e l’Esercito è il master di primo livello in Communication Strategy, presentato nel corso del seminario, coordinato dal DISCUI e svolto in collaborazione con il 28° Reggimento “Pavia”.  

“Da più di dieci anni – ha spiegato la Professoressa Sabrina Moretti Direttrice del master –  alcuni docenti del nostro Dipartimento partecipano all’attività formativa del Reggimento e tengono lezioni su temi della comunicazione e della ricerca sociale. Attività questa che è risultata molto proficua anche per lo sviluppo della ricerca scientifica, perché ha permesso di riflettere su problematiche legate alla gestione di situazioni di grave instabilità politica, come quelle conseguenti a conflitti armati e guerre civili. Sulla base di questa esperienza, si è deciso di creare il master in Communication Strategy”.

Le preiscrizioni si chiuderanno il prossimo 6 giugno, le lezioni avranno inizio a novembre 2016 e a tenerle saranno docenti universitari e professionisti esperti, attivi negli ambiti complementari di intelligence, forze armate e polizia: tutti segmenti fondamentali di un sistema formativo che coniuga competenze scientifico-teoriche e abilità operative.

“Il master – ha continuato la Professoressa Moretti – si propone di mettere a disposizione le competenze e le conoscenze che l‘Università ha sviluppato nel campo della ricerca sociale e della sociologia della comunicazione, e di fornire le capacità di analisi valutativa e di pianificazione strategica necessarie per operare in situazioni di crisi e di instabilità, come quelle dello scacchiere geopolitico mediterraneo e mediorientale. Contesti caratterizzati da tensioni etniche, debolezze o carenze legislative, criminalità diffusa, terrorismo, dove l’incertezza, la precarietà e il conflitto diventano una caratteristica qualificante dell’ambiente operativo. Pertanto, in questi scenari è di fondamentale importanza definire strategie comunicative efficaci che tengano conto di tutti gli aspetti di carattere geopolitico, relazionale, commerciale, culturale, informativo e persuasivo”.

Approcci, principi, metodologie, elaborazioni teoriche e casi applicativi della comunicazione strategica contribuiranno a comporre il set di strumenti didattici utili “a tutti coloro che intendono acquisire competenze negli ambiti della comunicazione strategica nelle organizzazioni pubbliche e private, nei comparti dell’intelligence, nelle Forze dell’Ordine, nelle Forze Armate e nelle aziende private con interessi in zone geografiche destabilizzate o esposte a criticità”.

In sostanza, un master dedicato a tutti gli uomini e alle donne, con e senza divisa, che non possono fare a meno di inquadrare la vita vera nello spettacolo straordinario delle libertà, e di sospenderla indefinitamente nel tempo pieno della pace. Se non altro nelle intenzioni dell’impegno quotidiano.