Anche il Censis conferma: l’Università italiana mantiene il trend positivo delle immatricolazioni inaugurato nel biennio 2015-2016; non resta che aspettare il rilancio dell’occupazione giovanile e le grandi speranze dei nostri Millennials faranno bingo.
Intanto, da nord a sud, i diplomati della scuola secondaria superiore tornano nelle aule degli Atenei e danno fiducia a un eterogeneo sistema di apprendimento capace di costruire specifiche identità professionali, attraverso una pluralità di percorsi formativi e di fondamentali esperienze sul campo.

Stage, tirocini, laboratori, workshop, visite aziendali rappresentano un’importante occasione di conoscenza diretta del mercato del lavoro. Lo sanno bene venticinque studenti della Scuola di Economia di Uniurb che lo scorso dicembre sono volati a Francoforte in visita (didattica) alla Banca Centrale Europea.
Ecco i fatti. La BEC ha invitato il gruppo di ricerca del Dipartimento di Economia, Società, Politica di cui fanno parte i Professori Giorgio Calcagnini, Ilario Favaretto, Giuseppe Travaglini e Germana Giombini a presentare il Working Paper How labor regulation affects innovation and investment: A neo-Schumpeterian approach, e i docenti hanno esteso agli allievi dei propri corsi la partecipazione all’evento.

“Coinvolgere i nostri studenti – ha spiegato Germana Giombini, titolare dell’insegnamento di Economia e Politica Monetaria – è parsa da subito un’ipotesi da sperimentare perché, al di là della didattica frontale in aula che i nostri corsi di laurea offrono, l’esperienza all’estero avrebbe consentito loro l’approccio a una prospettiva professionale e culturale più europea, più internazionale. E così, di fatti, è stato.
Tutto il gruppo dei venticinque allievi ha seguito una lezione di politica monetaria tenuta da un economista della BCE; e cinque studenti che ne hanno fatto richiesta, hanno avuto anche accesso alla Divisione di Convergenza e Competitività della BCE, garantendosi così l’opportunità di partecipare al nostro seminario e di vedere più da vicino come funziona il lavoro dell’economista.
Inoltre, l’Ateneo ha attribuito all’esperienza la valenza di formazione universitaria e a ciascun componente del gruppo ha riconosciuto un CFU”.

Andrea Zaffignani

Tra gli altri, a visitare la città verticale della Grossmarkthalle sono stati Andrea Zaffignani e Francesca Bianchi, entrambi iscritti al Corso di Laurea in Economia e Management.
“È stata un’emozione straordinaria. Abbiamo lasciato a casa i libri per due giorni e siamo entrati nel mondo surreale delle Towers! Certo, se avessi incontrato il Presidente Draghi – ha commentato Andrea – sarei stato più felice, ma seguire gli interventi degli esperti e capire come la nostra Banca di riferimento utilizzi gli strumenti non convenzionali di politica monetaria – nello specifico il quantitative easing – per sostenere l’economia europea è stata comunque un’opportunità irripetibile.
Soprattutto per me che studio e lavoro nel mercato finanziario da tre anni, e che da qualche tempo ho programmato un algoritmo di analisi automatica che analizza le fluttuazioni delle valute mondiali e produce segnali di ingresso sul Forex”.

L’opportunità di osservare i modi in cui si declinano concretamente le professionalità nel contesto del settore bancario ha orientato la visita di Francesca, sollecitando l’emergere di qualche consapevolezza in più.

A destra Francesca Bianchi

“Nelle due giornate a Francoforte abbiamo seguito la presentazione del paper dei nostri docenti, abbiamo visitato gli uffici all’interno delle torri – raggiungendo addirittura il poco accessibile trentanovesimo piano – e partecipato a una interessantissima lezione, ovviamente in inglese, di politica monetaria. Nel complesso un’esperienza unica, di forte stimolo che, tornata a Urbino, mi ha fatto riflettere sul percorso universitario iniziato due anni fa di cui sono molto soddisfatta, e che mi ha aiutato a costruire un’idea più precisa del mio futuro lavorativo. Adesso posso dire di aver finalmente capito cosa mi piacerebbe diventare!”

Ecco, probabilmente immaginare il futuro non è sognare ad occhi aperti, ma sbirciarsi dentro, farsi trovare pronti, attraversare con passione l’itinerario formativo che si è scelto e confidare coraggiosamente in tutto quanto ne potrà venire!

 

Immagine in evidenza:  rawpixel.com