Ha vinto un premio letterario nazionale e l’anno dopo si è iscritto alla magistrale di Farmacia! Lo scorso 15 marzo si è laureato, a giugno ha superato l’Esame di Stato e da agosto si dedica al tirocinio post-laurea. Si chiama Andrea Marini e il prossimo ottobre continuerà a realizzare i suoi sogni, ricordando l’autunno passato, quando studiava “fino a una certa ora, poi aperitivo, giro per locali e di nuovo in piazza della Repubblica a parlare, in piedi, vicino alla fontana, e le ore passavano senza che ce ne accorgessimo.
Insomma, non facevamo niente di speciale, ma a Urbino tutto era speciale…”

 

Andrea, perché hai scelto di iscriverti al corso di laurea in Farmacia della Carlo Bo?

A dodici anni la mia unica passione era la letteratura, poi finendo le superiori ho scoperto di averne un’altra: quella per la chimica. E da lì il passo verso il corso di laurea in Farmacia è stato breve. Ho dovuto solo documentarmi in rete, lasciarmi incuriosire dai commenti dei miei amici iscritti al CTF che raccontavano sempre grandi cose di questo Ateneo, e imbucarmi a una lezione del corso estivo. Non scherzo, l’ho fatto veramente!  Volevo vedere le aule, farmi un’idea dell’ambiente e capire davvero cosa significasse seguire una lezione universitaria.

Quel giorno sei riuscito a trovare le risposte che cercavi?

Sì, è stata un’esperienza che mi ha colpito tanto. Per una serie di ragioni; per il modo in cui il professore trattava l’argomento e soprattutto per l’interazione docente-studente. Il docente spiegava, gli studenti chiedevano e in questo modo il ragionamento si approfondiva all’infinito. Dopo la lezione ho parlato con alcuni ragazzi seduti accanto che mi hanno dato delle dritte su uffici, pratiche e programmi di studio. Ti dico solo che non mi ero ancora iscritto e già mi sentivo uno di loro! Sì, insomma, uno studente della Carlo Bo!

E dopo cosa è successo?

Che la storia si è ripetuta; nel senso che mi sono iscritto al corso di laurea in Farmacia di Urbino e da quel momento in poi, in particolare durante il primo anno ma lungo tutto il percorso di studi, mi sono sentito sempre “accompagnato” dai professori. Non uso questo termine a caso. Dico proprio che mi sono sentito preso per mano e portato dentro argomenti anche molto complessi. Quasi tutti sono riusciti a farmi appassionare alla materia che insegnavano e a coinvolgermi.

Se tornassi indietro faresti la stessa scelta?

Adesso che mi sono laureato posso dire con certezza che la rifarei un milione di volte ancora. Sono davvero entusiasta del percorso di studi e di vita in questo Ateneo e non vedo l’ora di cominciare la mia avventura lavorativa. Intanto stampo decine di copie del curriculum e le distribuisco di farmacia in farmacia, mi presento al titolare e cerco di farmi conoscere il più possibile da chi ho di fronte. E siccome non mi piace starmene con le mani in mano, quando non consegno curricula, svolgo un tirocinio post-laurea in una farmacia della Provincia.

E cosa puoi raccontare di questa esperienza che dalla formazione ti sta traghettando verso la professione?

Mi piace stare a contatto con la gente e dare una mano a chi ha bisogno. Credo sia proprio questo il senso del mestiere che voglio fare a tutti i costi. Essere farmacista non significa solo vendere il farmaco, ma aiutare gli altri. E me ne accorgo soprattutto quando interagisco con gli anziani. Mi piace rispondere alle loro domande, accompagnarli a misurare la pressione, tranquillizzarli se si agitano, mi piace dare loro dei consigli. Ed è meraviglioso quando, per ricambiare, mi regalano… una caramella!

Il tuo percorso di studi in (altri) 3 “like”. 

Mi è piaciuta molto l’esperienza della Farmacia simulata, un corso tenuto da farmacisti professionisti che si svolge in parte in aula e in parte all’interno di una farmacia virtuale, con tanto di bancone e cassetti per i farmaci, e ti fa vedere e toccare con mano quel che sarà il tuo futuro lavorativo.

 

Per non parlare dei laboratori, soprattutto quelli di galenica, che sono uno spettacolo perché ti fanno capire appieno cose che nei libri capisci solo in parte. E te le fanno anche creare chimicamente. Del resto oggi le preparazioni di farmaci orfani, non prodotti industrialmente, sono molto richieste in farmacia.

 

Posso dirmi molto soddisfatto anche del metodo di studio che adottavo, e del fatto che riuscissi ad andare sempre a lezione e che tornato a casa dovessi per lo più integrare ciò che avevo già studiato in aula.
Tra l’altro, per andare a lezione non dovevo nemmeno fare chilometri, perché tutto quello che mi serviva era nel centro storico dove si trova la sede di Farmacia. Una caratteristica di Urbino è proprio questa: entri tra le mura della città e non devi prendere macchina o autobus perché ti sposti a piedi per andare a mensa o in biblioteca. A proposito, ho trascorso molto tempo nelle biblioteche. Sono posti tranquilli dove riesci a studiare bene da solo e anche in gruppo. Mi vengono in mente alcune aree della biblioteca del Volponi e, soprattutto, quella di Economia: con la luce meravigliosa che la inonda e la campagna del Montefeltro che vedi dalle finestre studi anche meglio!

Dimmi di Urbino… è la città campus ideale?

Urbino è bellissima; è la città campus ideale per la mente e per il corpo: se non hai il tempo di andare in palestra fai qualche salita al giorno e ti tieni in forma!
Qui, da subito, ho conosciuto studenti di varie regioni d’Italia, molti dei quali sono diventati i miei compagni di studio, i miei amici. Con loro ho condiviso serate che rimarranno nella memoria per sempre.
Spesso mi hanno ospitato per la notte in città, perché la mia casa è a Pergola, un paese poco distante. Studiavamo fino a una certa ora, poi aperitivo, giro per locali e di nuovo in piazza della Repubblica a parlare, in piedi, vicino alla fontana e le ore passavano senza che ce ne accorgessimo. Capitava di fare tardi, di divertirci con moderazione com’era giusto che fosse soprattutto durante i mesi tosti di studio, però il mattino successivo non saltavamo mai una lezione, arrivavamo in aula sempre motivatissimi.
Insomma, non facevamo niente di speciale, ma a Urbino tutto era speciale