Uno degli obiettivi della strategia Europa 2020 è la riduzione dei gas che alterano il clima attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili. Su questo fronte l’Università degli Studi di Urbino sta mettendo in campo un impegno in ricerca di base e applicata e di Terza Missione su una risorsa energetica molto efficace per il contrasto ai cambiamenti climatici: la GEOTERMIA. A raccogliere questa sfida è Geo.In.Tech. Srl, lo spin-off dell’Università degli Studi di Urbino, Dipartimento di Scienze Pure e Applicate. Da pochi mesi questo spin-off è entrato a far parte di Gala Lab, corporate venture accelerator del Gruppo GALA (quarto operatore nazionale per vendite al mercato libero dell’energia) attivo nei settori Smart Cities & Factories, Clean-Tech, Green Energy e Industria 4.0., che mira a colmare i principali gap dell’innovazione in campo imprenditoriale, sostenendo le aziende accelerate con strumenti più vicini alle effettive esigenze di sviluppo.

“Oltre alla ricerca di nuove applicazioni per l’utilizzo della risorsa geotermica, Geo.In.Tech. – commenta il professor Alberto Renzulli, responsabile per gli spin-off del gruppo di lavoro per la Terza Missione – guarda con attenzione anche a nuove soluzioni per l’ambiente in riferimento al riciclo di scarti della lavorazione industriale, nuovi geomateriali di interesse commerciale e la mitigazione dei rischi naturali. L’attività di Terza Missione universitaria di Geo.In.Tech., che annovera tra i soci anche tre unità di personale con titolo di dottore di ricerca in Scienze della Terra conseguito presso il nostro Ateneo, ha permesso di stabilire, in questi primi 18 mesi di vita della start up, importanti collaborazioni e partnership nel settore pubblico e privato”.

Energia termica dal sottosuolo

Se per produrre energia elettrica dalla fonte geotermica occorrono anomalie del flusso di calore terrestre presenti solo in alcune aree del pianeta, il sottosuolo può essere invece sfruttato in ogni contesto geologico come ‘serbatoio termico’ per impianti di climatizzazione. Il processo di scambio del calore avviene per mezzo di acqua che circola all’interno di sonde inserite nel sottosuolo e collegate ad una pompa di calore geotermico. Nei mesi invernali il calore è estratto dal terreno e utilizzato per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria ad uso civile, mentre nei mesi estivi è sottratto dagli edifici e immagazzinato nel sottosuolo.

“Il piano di sostegno e sviluppo in Gala Lab consentirà allo spin-off urbinate – spiega Alessandro Blasi socio fondatore della start up – di sviluppare e di individuare strategie imprenditoriali e mercati di vendita per la commercializzazione della sonda geotermica verticale già vincitrice del premio eCapital 2011. Questa tipologia di sonda, coperta da brevetto (EP) esteso in tutta Europa, è frutto della collaborazione di Geo.In.Tech. con un partner privato”. Tra le tecnologie innovative target di Gala Lab figura, infatti, la generazione di energia termica da pompe di calore geotermico; un’occasione da non perdere per lo spin-off, che ha promosso già nel Comune di Urbino alcuni dei più importanti impianti di climatizzazione (ad es. quello presso il Campus Scientifico “Enrico Mattei”) attraverso il sistema del geoscambio di calore. La sfida raccolta dallo spin-off è quella di estrarre il calore dal sottosuolo in maniera più efficiente, limitando i costi e realizzando impianti di climatizzazione degli edifici a basso impatto ambientale, in accordo con gli obiettivi di risparmio energetico e abbattimento delle emissioni di CO2.

La ricerca e il ruolo di raccordo dello spin-off con i laureati

Per Filippo Piscaglia – legale rappresentante dello spin-off e membro della Commissione geotermia del Consiglio Nazionale dei Geologi – “la promozione della geotermia come fonte rinnovabile per la produzione di energia termica passa necessariamente attraverso un’attività di ricerca. Proprio in questi giorni, Geothermics, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali in questo ambito scientifico, ha pubblicato un articolo del gruppo di ricercatori Geo.In.Tech. dedicato alle performance di questi impianti e alle relative risposte termiche del terreno”.

Le attività dello spin-off in campo geotermico – racconta Marco Taussi, curriculum in Scienze della Terra del Dottorato in Scienze di base e applicazioni – hanno suscitato un forte interesse anche da parte di molti studenti. Io sono in procinto di partire per il Cile per svolgere parte del mio dottorato dal momento che sono stati avviati progetti in collaborazione con l’Universidad de Chile ed Enel Green Power Latin America che ha appena iniziato la costruzione della prima centrale geotermoelettrica del Sud America a 4500 metri di quota, sito peraltro già oggetto di studio in passato da parte di alcuni componenti dell’attuale spin-off”.

“Il rapporto con i docenti dell’Ateneo che sono all’interno dello spin-off è di fondamentale importanza – conclude Stefano Del Moro, socio di Geo.In.Tech che detiene la proprietà intellettuale del modello di utilità – per il brevetto di sonda geotermica innovativa, perché permette di mantenere a livello ottimale il trasferimento della conoscenza dall’Università all’impresa”.