Alta formazione e internazionalizzazione è l’evento che ieri ha promosso il nuovo Dottorato di ricerca della Carlo Bo in Global Studies. Economy, Society and Law alla presenza del Rettore Vilberto Stocchi e del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano.
“L’interrogativo di senso che si devono porre le Università e che l’Università di Urbino con lungimiranza si sta ponendo, anche grazie al Dottorato che oggi presenta – ha commentato il Ministro – riguarda la possibilità di mantenere la propria identità storica in una dimensione globale che non ammette confini; una sfida che questo Ateneo è pronto ad affrontare”.

Per conoscere più da vicino la new entry del palinsesto formativo 2017-2018 di Uniurb e del suo Dipartimento di Economia, Società, Politica, abbiamo intervistato Antonello Zanfei, Professore di Economia Applicata, docente di Economia della Globalizzazione e Coordinatore del Corso.
Intanto, agli interessati consigliamo di scaricare il bando e di presentare la domanda di preiscrizione online entro il 30 giugno 2017. I posti disponibili sono soltanto 8 posti, di cui 6 con borsa di studio!

 

Professor Zanfei, diamo il benvenuto a un nuovo percorso di Alta Formazione della Carlo Bo: un Dottorato per competere con successo nella ricerca e nell’economia globale?

Il Dottorato in Global Studies colma un vuoto importante. Non è facile trovare in Europa e in Italia un percorso di alta formazione che riesca a fornire strumenti di analisi e comprensione della globalizzazione così ad ampio spettro. Il nostro Dottorato si colloca al crocevia fra scienze economiche, socio-politiche e giuridiche. È l’approccio giusto per capire e affrontare le trasformazioni in corso. Non dimentichiamo che stiamo attraversando una fase critica in cui l’Europa si misura con nuove sfide e vengono messi in discussione i presupposti stessi per l’integrazione internazionale. In questo contesto, il Dottorato in Global Studies di Urbino offre l’opportunità di svolgere studi approfonditi sulle dinamiche economiche, politico-sociali e istituzionali che caratterizzano tali processi.

 

Per competere sul fronte della ricerca ci avvarremo di docenti qualificati dell’Università di Urbino e di alcune personalità di punta dell’Accademia internazionale: John Cantwell della Rutgers University, Giovanni Dosi della Sant’Anna di Pisa, Marc Lazar della Sciences Po di Parigi, Rajneesh Narula dell’Università di Reading, per citarne solo alcune.

A quali nuove competenze e opportunità di carriera darà accesso il Ph.D. in Global Studies?

Il Professor Antonello Zanfei

L’idea è di sviluppare un’ampia gamma di competenze complementari utili per una carriera internazionale nell’ambito della ricerca, o per assumere responsabilità operative in settori privati o pubblici esposti alle sfide dell’internazionalizzazione. Oggi servono soprattutto capacità analitiche, di collaborazione, di comunicazione, competenze interdisciplinari, conoscenze dei meccanismi della globalizzazione e del contesto socio-istituzionale internazionale.

 

Chi accumula competenze di questo tipo potrà spendersi sul “job market” internazionale in campo accademico nelle discipline che caratterizzano i Global Studies, ma potrà anche accedere a posizioni in aree gestionali e in uffici e studi di diverse organizzazioni, istituzioni e imprese. Penso alle Organizzazioni Internazionali Governative e a ONG attive in ambito economico-sociale. A Enti nazionali e locali che operano a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI e delle imprese sociali, ma penso anche a imprese e società professionali (società di consulenza, studi legali) attive in progetti internazionali.

Attraverso quali step e lungo quali aree tematiche si articolerà l’iter formativo triennale previsto?

Nell’edizione che parte quest’anno, si avvia un percorso triennale che si focalizzerà sull’area tematica di International Economic Policy, Business and Governance. Privilegeremo gli aspetti economici e politici dei processi di integrazione e disintegrazione europea, delle relazioni Est-Ovest e dei rapporti fra Nord e Sud del mondo. In questo quadro, ci si occuperà anche di relazioni euro-mediterranee, che costituiscono una delle sfide emergenti per il nostro Paese e per l’Europa. Intendiamo affrontare temi chiave come: i legami fra crescita globale, cambiamento tecnologico e disuguaglianza; l’evoluzione internazionale di imprese (multinazionali e “born global”), finanza e lavoro; i processi e le scelte politiche di istituzioni Europee, sovranazionali e di singoli Paesi per il governo della globalizzazione. Questi saranno gli ambiti di studio e ricerca per un intero triennio, a partire dal primo anno dedicato interamente a corsi intensivi su questi temi. Ma chi intraprende oggi questo ciclo formativo avrà anche modo di arricchire il proprio percorso di studi frequentando un‘ampia gamma di seminari e attingendo all’offerta di corsi che partirà con il successivo anno accademico, incentrato sull’area tematica Global Civil Society, Cross-border Mobility and Law.

 

I temi trattati in questo nuovo ciclo saranno altrettanto cruciali e del tutto complementari: la gestione dei flussi migratori, i riflessi sulle politiche sociali, la tutela e lo sviluppo dei diritti umani su scala globale. Ecco come struttureremo il percorso formativo. I corsi saranno tenuti in lingua inglese e si concentreranno soprattutto nel primo anno a Urbino, a partire da fine ottobre, con pre-corsi introduttivi già da metà settembre. Il secondo e terzo anno saranno dedicati prevalentemente ad attività di ricerca e alla tesi, con periodi prolungati di approfondimento degli studi all’estero presso Università internazionali collegate al Dottorato.

Da qualche settimana anche l’Italia ha i suoi primi “laureati globali” in Economia, con titolo valido in Europa, Asia e America. Lo stesso Dottorato che presentiamo prevede attività di ricerca e formazione presso istituzioni accademiche internazionali. L’Università del futuro prescinderà sempre più dai confini geografici?

Quella dei “laureati globali” è la direzione su cui puntare. È difficile pensare all’abbattimento dei confini geografici, specie in una fase in cui da molte parti si mettono in discussione le prospettive di integrazione internazionale e si torna a scommettere sui nazionalismi. Tuttavia, la ricerca e la diffusione della conoscenza impongono di travalicare i confini nazionali e di favorire la circolazione del capitale umano e delle idee. Questo non significa affatto rinunciare alle specificità locali, che anzi sono la risorsa da mettere in gioco nel confronto competitivo internazionale. Da questo punto di vista, il Dottorato in Global Studies costituisce una sfida importante. Puntando sull’eccellenza formativa vogliamo coinvolgere studenti e docenti di provenienze diverse e di elevata qualità, riscoprendo e valorizzando la vocazione di Urbino come città campus proiettata verso il mondo.

 

Immagine in evidenza: rawpixel.com