Se i giorni avessero un titolo, quello dello scorso 12 maggio sarebbe WannaCry! A poco più di un mese dall’attacco informatico che ha fatto tremare il mondo, la domanda è: siamo riusciti finalmente a capire che i nostri dispositivi in rete sono tutti irrimediabilmente frangibili, e che sul campo aperto del web l’unica scelta possibile è giocare in difesa?
Allora diamoci una chance e scarichiamo gratuitamente, dalla pagina dedicata di uniurb.it, Bitdefender Internet Security 2017 la suite di sicurezza che garantisce ai nostri computer la massima protezione dalle minacce informatiche più avanzate. L’operazione è semplicissima.

Occorre solo collegarsi a my.uniurb.it utlizzando le credenziali istituzionali (n.cognome@stud), richiedere il codice di attivazione, cliccare su “puoi registrarti sul sito di Bitdefender” e inserire: nominativo, email (n.cognome@campus.uniurb.it) e codice di attivazione ottenuto.

Chiaro che il potenziale pandemico delle cyber armi che colpiranno la rete nel prossimo futuro conserva ampi margini di imprevedibilità, ma abbiamo l’urgenza di orientarci in modo più preciso se non altro rispetto alle regole base che consentono di giocare d’anticipo e difendersi dall’offensiva online. Nella direzione di questo intento si è svolto il secondo evento della serie UniUrb Digitale che la Carlo Bo ha dedicato alla Sicurezza Informatica, lo scorso 23 maggio, e che ha coinvolto Bitdefender: società leader mondiale nelle tecnologie di sicurezza.
“Bisogna essere molto consapevoli della necessità di proteggersi dagli attacchi informatici – ha spiegato al termine dell’incontro il Professor Marco Bernardo, Delegato Rettorale all’Innovazione Tecnologica e curatore dell’iniziativa – da queste azioni indirette che non coinvolgono solo l’obiettivo specifico, che può essere un’azienda, una banca, un ospedale o un’agenzia governativa, ma possono coinvolgere inconsapevolmente chiunque di noi allo scopo di creare una rete di dispositivi, al servizio dell’attaccante, che colpisca il bersaglio finale. È importante, quindi, innalzare la consapevolezza del rischio per proteggere sé stessi e tutta la comunità”.

La complessità pervasiva dei software malevoli è in costante evoluzione, nessuno è immune, nessuno si salva da solo, tant’è che a scendere in campo per prevenire e fronteggiare l’uso criminale delle nuove tecnologie è anche la ricerca scientifica. La riflessione sull’argomento è del Professor Alessandro Aldini, Responsabile del Corso di laurea triennale in Informatica Applicata, che così ha sintetizzato gli obiettivi della relazione in programma: “la ricerca scientifica, e accademica in particolare, ha un ruolo importante in ambito di cyber security, dove la variabilità di scenari e attacchi rende la sicurezza una condizione estremamente volatile e ardua da valutare e garantire. Oltre a sottolineare questa situazione attraverso esempi, il mio intervento si è incentrato su alcuni argomenti di ricerca caldi: dagli approcci che coniugano diritto alla privacy e tracciabilità sul web, fino alle tecniche automatiche di analisi e controllo delle app che installiamo sul nostro smartphone”.

Attenzione, quindi, ai siti in cui navighiamo e alle informazioni che riceviamo tramite i protocolli di posta elettronica: i file malevoli si contraggono prevalentemente attraverso phishing, quindi tramite email, spiegano gli esperti convenuti.
Occhio alle password che usiamo; nel comporle non ricorriamo a informazioni riferite a dati personali e, soprattutto, diversifichiamole: ogni account di cui disponiamo deve averne una propria.
Aggiorniamo regolarmente il sistema operativo dei nostri pc e l’antivirus.
Salviamo con regolarità i dati e trasferiamoli su hard disk esterni, memorie USB o archivi di cloud computing.

“Abbiamo cercato di sensibilizzare correttamente la platea universitaria – ha commentato Denis Valter Cassinerio, Regional Sales Director di Bitdefender – rispetto a uno dei settori più interessanti dell’information technology che può garantire posti di lavoro e capacità di portare innovazione nel nostro Paese.
Mi ha fatto piacere parlare con i ragazzi, ai quali ho consigliato di lavorare con passione e di non guardare solo ad aspetti relativi allo sviluppo del software, ma di considerare anche le implicazioni di natura sociale che la sicurezza delle informazioni presuppone”.
Nella mappa complessiva dell’evento, non resta che mettere a fuoco il dettaglio della partnership Uniurb-Bitdefender.
“Non è nuova la collaborazione con Bitdefender – ha concluso il Professor Bernardo – che già da diversi anni fornisce all’Ateneo sistemi di antivirus e anti-malware. E l’intenzione è di intensificarla estendendola all’ambito della ricerca e coinvolgendo gli studenti attraverso progetti di tirocinio e di tesi. L’evento sulla Sicurezza Informatica è il primo segno evidente di questo processo da cui è scaturita l’occasione, per la società, di garantire la fruizione gratuita del proprio prodotto consumer ai nostri studenti interessati”.

E allora, cosa stiamo aspettando? Scarichiamo l’anti-malware e auguriamoci un informato, sicuro e consapevolissimo wannasmile!

 

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