Dal 5 al 7 marzo, l’Università di Urbino parteciperà alla 24a edizione del Festival del Gusto, Tipicità 2016. Si tratta di un salone organizzato dal Comune di Fermo in collaborazione con partner pubblici e privati del territorio e dedicato a imprese, professionisti, gourmet, consumatori e food trotter. Quest’anno sono oltre 80 gli eventi programmati, per una lettura del “cibo” a 360 gradi.

Dall’identità al prodotto

Il punto di partenza e filo conduttore è l’identità locale. Da qui svilupperà un confronto con altre comunità italiane e straniere organizzato in tre sezioni: Food & Wine, rassegna dei prodotti enogastronomici della tradizione regionale e delle principali novità di settore (ad esempio, le birre artigianali e le produzioni eco-friendly); Experience, percorso attraverso le destinazioni turistiche e gli appuntamenti più rappresentativi delle identità e delle culture locali; Art & Genius, padiglione dedicato all’ingegno creativo, con la presentazione delle griffe e delle icone più significative a livello regionale.

L’Università di Urbino contribuirà all’iniziativa con un proprio stand e proponendo due eventi nell’ambito dei programmi Teatro dei Sapori e Focus & Dintorni. L’obiettivo è quello di divulgare le informazioni sulle attività didattiche e di ricerca svolte dai docenti e dai ricercatori dell’Ateneo, anche in ambiti disciplinari molto diversi, sul tema dell’Agrifood.

Il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli in visita allo stand

Il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli in visita allo stand

Gli eventi nell’evento

Le iniziative proposte dalla Carlo Bo saranno due. Il 5 marzo, alle ore 15, nella Sala Picena del Teatro dei Sapori, è previsto l’incontro dal titolo A tavola con i protagonisti del Rinascimento, a cui interverranno il professore Rodolfo Coccioni (Dipartimento di Scienze Pure e Applicate) e la dottoressa Daniela Storoni (titolare di Rinascimento a Tavola ed esperta di cucina rinascimentale). In questa occasione sarà presentato il corso di alta formazione “La Terra a tavola”. La seconda iniziativa, che si terrà il 6 marzo, alle 18, nella Sala Crivelli, sarà il convegno Urbino mangiare ideale: quando la scienza incontra le tradizioni per un nuovo rinascimento dell’alimentazione, dedicato alle nuove opportunità offerte dalle scoperte scientifiche per la valorizzazione della cultura della terra e del vivere sano. All’incontro, introdotto dalla professoressa Elena Viganò, docente del Dipartimento di Economia, Società, Politica, saranno presenti diversi docenti dell’Ateneo di Urbino che illustreranno le loro linee di ricerca e i principali risultati ottenuti.
Inoltre, nell’area Art&Genius, saranno presentate le startup incubate dall’ATS CultLab, realizzato nell’ambito di un progetto coordinato, per l’Università di Urbino, dal professore Giorgio Calcagnini.

“Ci occuperemo di agroalimentare e alimentazione da molteplici punti di vista” spiega la professoressa Viganò. “Il nostro Ateneo affronta da tempo questo argomento, in diversi ambiti disciplinari. Tra i temi di ricerca si hanno, ad esempio, quelli della sicurezza e della qualità dei prodotti agroalimentari, dello sviluppo di cibi funzionali e nutraceutici, della sostenibilità delle filiere, dell’implementazione e della diffusione di innovazioni organizzative e di processo, del marketing e dell’internazionalizzazione”.

Il valore del cibo

Lo stand dell'Università di Urbino

Lo stand dell’Università di Urbino

A restituire il valore dell’iniziativa, che si innesta nel ramo delle riflessioni partite con Expo Milano 2015, è ancora Elena Viganò: “Il tema Agrifood, che in molte regioni come le Marche assume un valore economico decisamente rilevante, ci permette di avviare una riflessione interdisciplinare particolarmente interessante. Tratteremo, infatti, diversi aspetti che hanno un impatto notevole sulla qualità della vita dei singoli individui (basti pensare alla relazione tra alimentazione, stili di vita e salute), ma anche sulle possibilità di innescare processi di sviluppo sostenibile in un determinato territorio, mediante la valorizzazione dei diversi prodotti di qualità, il potenziamento dell’attrattività turistica e la riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi”.

L’ultima sottolineatura della professoressa Viganò riguarda la necessità di far fronte alle diverse sfide che l’Italia si trova ad affrontare sul fronte agroalimentare: “L’Europa offre diverse possibilità che noi non siamo in grado di sfruttare in maniera adeguata. E non solo in termini di finanziamenti, ma anche di impulsi al cambiamento che dobbiamo assolutamente cogliere. Per far ciò, credo sia necessario un crescente impegno nell’adozione e nella diffusione, a partire dal tessuto socio-economico in cui operiamo, di un approccio collaborativo, costruendo relazioni che facilitino il trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni frutto della nostra attività di ricerca”.


L’ingresso al salone Tipicità 2016 sarà gratuito per gli studenti iscritti alla Carlo Bo e in possesso del libretto universitario