L’amore per la poesia unisce. Ne abbiamo preso atto non meno di quarantacinque ore fa nella sala convegni Serra d’Inverno del Palazzo Ducale di Urbino, dove abbiamo trascorso uno straordinario pomeriggio.

La città e la Galleria Nazionale delle Marche hanno accolto l’invito della Carlo Bo e celebrato insieme Adam Zagajewski, figura di assoluto rilievo nel panorama letterario internazionale.

Al grande poeta polacco, edito in Italia da Adelphi, il Rettore Vilberto Stocchi ha conferito il Sigillo di Ateneo ricordando che “la poesia di Adam Zagajewski nasce da un duplice archetipo, l’osservazione e l’immaginazione, due categorie utili a catturare la pienezza dell’essere che è, in definitiva, un concetto di bellezza a cui tendono i suoi versi”.

Ci ha molto colpito la partecipazione emozionata del pubblico, accorso in gran numero. Ci hanno sorpreso i nostri studenti, tanti, conquistati dalla voce del poeta che ha recitato in lingua alcuni suoi inediti e dalla lettura degli stessi versi interpretata dai ragazzi de La Resistenza della poesia: Alberto Fraccacreta, Michele Pagliaroni e Umberto Brunetti.

Bilancio positivo anche secondo gli altri protagonisti dell’evento urbinate Roberto Danese, Salvatore Ritrovato docenti della Carlo Bo, e Daniele Piccini, poeta e critico letterario dell’Università per Stranieri di Perugia che ha commentato: “Zagajewski ad Urbino ci ha ricordato la necessaria naturalezza del poeta, che con la sua lingua cerca di dare voce alla sostanza del creato, al di là di ogni ideologia, ma aprendosi al mistero delle cose. Costretto a pochi mesi a lasciare la sua città, Leopoli, assieme alla famiglia, il poeta ci ha anche ricordato che la poesia è migrazione, viaggio, scoperta, capacità di abbracciare e di andare verso l’altro”.

A conclusione dell’evento, nel Giardino d’Inverno del Palazzo Ducale, abbiamo intervistato l’ospite del nostro Ateneo.