Francesco Leone è iscritto al terzo anno del Corso di laurea magistrale quinquennale in Giurisprudenza e il suo nome è censito in due liste d’eccezione. In quella dei cento studenti meritevoli della Carlo Bo e nell’altra, non scritta, dei ventenni che a ogni latitudine hanno un obiettivo da raggiungere. Un giorno sarà avvocato o magistrato, e a chi sta decidendo cosa e dove studiare consiglia: fidati delle capacità che senti di avere, sperimentale e stupisciti di te stesso!

 

Francesco, se potessi vorresti essere?

Avvocato o magistrato. Prima di iscrivermi all’Università non avevo la più pallida idea di cosa fosse davvero la Giurisprudenza. Mi attraeva la possibilità di esercitare una professione forense ed ero sicuro che non avrei voluto fare altro e, di conseguenza, studiare altro. Ho seguito il mio istinto e mi sono trovato benissimo.

Hai seguito il tuo istinto e sei arrivato a Urbino?

In realtà ho seguito quello dei miei genitori. Se oggi studio a Urbino devo dire grazie a loro. Fosse stato per me sarei rimasto in Abruzzo, a due passi da casa in modo da poterci tornare nei fine settimana. Invece, entrambi mi hanno spinto ad allontanarmi e a cercare la mia strada altrove.

 

Di Urbino avevo letto, forse, in qualche manuale di storia, mio cugino invece la conosceva bene per via di un corso che aveva frequentato e continuava a dirmi di andare a dare un’occhiata. Così un giorno sono salito in macchina – da solo – sono arrivato in città  e ho partecipato alla giornata di orientamento Università Aperta. Era febbraio e ricordo che quando sono arrivato al Mercatale vedevo solo la nebbia e una salita che non finiva mai. Mi sono detto: “ma dove sono finito”… e non conoscevo ancora quella di via Raffaello!!!

 

Arrivato al Volponi (Area Scientifico Didattica Paolo Volponi N.d.R) lo scenario è cambiato del tutto. Fuori c’era il sole e dentro ho trovato persone molto disponibili che mi hanno dato tutte le informazioni sul corso di laurea di cui avevo bisogno, e mi hanno addirittura accompagnato nella sede storica della Scuola. Tra l’altro, strada facendo, ho notato un cartello “affittasi” a due passi dal palazzo di Giurisprudenza e in un colpo solo ho trovato casa e bottega!

Un bilancio dei tuoi primi tre anni alla Carlo Bo.

Sono contento di studiare Giurisprudenza a Urbino perché il grado di preparazione e la qualità dell’insegnamento dei docenti, secondo me, sono altissimi e mi garantiscono ottime basi teoriche. Inoltre, varie materie prevedono anche seminari tenuti da giuristi ospiti che consentono a noi studenti di ascoltare, valutare e confrontare orientamenti diversi da quelli che i professori portano a lezione durante la settimana. In questo modo riusciamo a costruirci un’idea critica e molto personale delle cose che studiamo.

 

Davvero formativa è stata, ad esempio, la visita didattica in Parlamento organizzata dal Professor Rubechi nell’ambito della cattedra di Diritto Costituzionale. L’esperienza è durata due giorni. Abbiamo incontrato il Ministro Boschi, il Garante per la Privacy – la Professoressa Licia Califano, nostra docente di Diritto Costituzionale – e il Vicepresidente della Camera, e abbiamo avuto la possibilità di fare domande e di interagire con loro.
L’incontro col Ministro è stato particolarmente interessante perché anziché studiare sui testi i vari sistemi elettorali o le riforme possibili abbiamo avuto la possibilità di confrontarci in modo diretto con qualcuno che la riforma la stava facendo veramente!

I vantaggi di studiare e vivere in questa città campus?

A Urbino è facile conoscersi ed è facile stabilire un contatto immediato sia con gli altri studenti, sia con i professori.
La Biblioteca di Giurisprudenza è molto ben fornita, il personale è disponibilissimo: se hai bisogno ti aiuta nelle varie fasi della ricerca bibliografica e anche i tutor della Scuola sono un punto di riferimento importante, soprattutto per i ragazzi del primo anno.
Inoltre, il sito uniurb.it si naviga con facilità e all’inizio dell’anno accademico l’Ateneo organizza incontri durante i quali si spiega come utilizzarlo per iscriversi agli esami, per accedere al blended e quant’altro.
A proposito del blended: io lo uso e lo trovo molto utile. Di recente ho preparato l’esame di Economia. Il Professore ha caricato le slide sulla piattaforma, io le ho scaricate e mi sono procurato degli utili punti di riferimento. Ti assicuro che se avessi studiato solo sul libro o sugli appunti non sarei andato molto lontano!

 

Al di là dell’esperienza di studio, devo dire che nel tempo libero la possibilità di partecipare gratuitamente agli eventi musicali e alle rappresentazioni organizzati a teatro dall’Ateneo è un vantaggio considerevole per noi studenti.
Mi sono anche iscritto in palestra e ho usufruito delle tariffe ridotte che il Centro Sportivo Universitario (CUS) riserva agli studenti. Ci sono andato per tre mesi e poi ho lasciato perdere perché diciamocelo: sono molto più esperto nel sollevamento forchette che nel sollevamento pesi!

Cinque suggerimenti per chi sta decidendo cosa studiare e dove.

Non cominciare col piede sbagliato: dare le materie meno complesse e rimandare gli “esamoni” del primo anno è una trappola in cui è facile cadere. Prepara prima i fondamentali, perché un buco di tempo per sostenere gli altri lo trovi sempre.

 

Cerca di essere costante. Finire gli esami dell’anno a giugno o a settembre e riprendere a studiare a dicembre o a gennaio spezza il ritmo di studio. Fai la tua pausa, riposa, ma una volta preso il passo giusto devi mantenerlo.

 

Quando ho iniziato questo percorso non ero affatto sicuro di essere all’altezza dell’impresa, poi però ho creduto in me fino in fondo e ho scelto la strada giusta. Quindi fidati delle capacità che senti di avere, sperimentale e stupisciti di te stesso!

 

Cerca di creare un gruppo solido di amici/colleghi con i quali confrontarti nello studio perché ragionare insieme è fondamentale per approfondire la materia e acquisire una padronanza sempre maggiore dell’argomento. Non si può fare tutto da soli!

 

E poi visita il Palazzo Ducale! Conosco un sacco di gente fuori corso che non ci ha messo piede per via della sciocca leggenda secondo cui chi ci entra non si laurea. Io ci sono andato tre o quattro volte e ho già superato tutti gli esami del terzo anno!!!

Urbino ti piace perché?

Perché, camminando, ovunque ti giri trovi una cosa bella.

Cose e persone belle?

Sì. Soprattutto persone. A Urbino ho conosciuto la mia fidanzata e un gruppo di amici con i miei stessi obiettivi. Insomma, le persone giuste che speravo di incontrare. Stiamo insieme, ci divertiamo molto, ma sappiamo che la nostra priorità è studiare e che se c’è un esame in vista dobbiamo concentrarci su quell’obiettivo, senza troppe distrazioni.

 

Spero, tra tanti anni, di guardarmi intorno e di ritrovarli tutti nella mia vita; qualcuno in una città, qualcuno in un’altra, ma ancora “amici” come oggi a Urbino.