Le ultime righe di questo post sono i versi di una canzone che su facebook dicono di lui. Ma dicono di lui anche il basso elettrico che immagina di suonare prima di dormire (perché se i pensieri cominciano a volare non si addormenta più), e il sorriso pieno di entusiasmo e parecchio rock che accompagna le keywords: comunicazione, Boccia (Artieri), social media strategy.
Si chiama Alessio De Colle, è iscritto al primo anno del Corso di laurea magistrale in Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni e nel 2016 ha vinto, per il Corso di laurea (triennale) in Informazione, media, pubblicità, una delle 100 borse di studio che hanno premiato gli studenti meritevoli di Uniurb.
Ah, ecco, un’ultima nota: il basso elettrico lo suona anche ad occhi aperti!

 

Alessio, perché hai scelto di iscriverti alla Carlo Bo?

Mi sono documentato tanto in rete prima di decidere e ho scelto Urbino perché l’approccio metodologico alle Scienze della Comunicazione, che prospettava il programma di studi di questa Università, faceva al caso mio.
Pensavo potesse orientare e realizzare le mie aspirazioni formative, e avevo ragione. Infatti, finita la triennale in Informazione, media, pubblicità, mi sono iscritto alla magistrale in Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni!

Proviamo a fare un giro tra gli ambiti di studio che ti interessano e i progetti per il futuro.

Volentieri! Mi interessano il giornalismo e la comunicazione aziendale. In particolare, mi piacerebbe puntare su digital marketing e social media strategy, due ambiti professionali ai quali i corsi della triennale e della magistrale preparano al meglio, sia dal punto di vista più creativo del copywriting e della grafica, sia – e preciserei soprattutto – dal punto di vista strategico, dell’analisi dei comportamenti sociali che si generano in rete.

Quali sono, secondo te, i punti di forza del Corso di laurea in Informazione, media, pubblicità?

Sarà banale ma secondo me la forza della triennale sta nel giusto mix di teoria e pratica. Soprattutto per i primi due anni il Corso prevede, infatti, una grossa parte di insegnamenti teorici che giudico importantissima, e una parte laboratoriale più pratica orientata a indagare un determinato fenomeno culturale, a costruire un piano di comunicazione, a gestire un blog e quant’altro.

 

Quando questo esercizio è di gruppo, si collabora, si mettono in circolo idee e si ha l’opportunità di acquisire competenze che preparano al lavoro in team. Così come durante l’esperienza dello stage e delle collaborazioni con soggetti esterni, come enti, aziende, istituzioni, ecc.; tutte occasioni fondamentali che l’Ateneo e i professori del Corso mettono a nostra disposizione.

Quindi tanta didattica sul campo. Un esempio?

Ho avuto l’opportunità di partecipare all’organizzazione di Passaggi Festival, una manifestazione culturale dedicata ai libri che ogni anno attira a Fano appassionati da tutta l’Italia.
E quella è stata la prima esperienza davvero formativa perché non ero in un’aula dell’Università a seguire la lezione, ma potevo mettere in pratica ciò che a lezione avevo imparato.

 

Mi ha fatto sentire pienamente coinvolto nel processo creativo e più mi impegnavo più capivo di poter contribuire al successo dell’evento. Finalmente mi trovavo in un vero social media team, avevo le mie responsabilità, mi rendevo conto che il meccanismo funzionava e che dentro mi piaceva starci. Tant’è che alla fine, pensando al mio futuro, mi sono detto: ok, è questa la strada giusta!

E Urbino, come ti piace raccontarla?

Urbino somiglia a casa mia. Anzi, se guardo verso il Monte Nerone mi pare quasi di vederla casa mia. Dalla Fortezza, invece, i torricini sono uno spettacolo da cartolina. Un giorno ci ho portato dei nuovi colleghi della magistrale che sono rimasti incantati dalla bellezza di questa città.
Un panorama così non si vede in nessun altro posto del mondo…

Cinque suggerimenti per chi sta decidendo cosa studiare e dove.

Segui le tue passioni, ma tieni anche conto delle prospettive lavorative. Procurati le informazioni sui programmi e sui piani di studio perché dire “mi piacerebbe studiare Scienze delle Comunicazione” senza riferirsi a obiettivi formativi chiari non basta.
Cerca di essere propositivo. Se un argomento ti interessa non esitare ad approfondirlo con i professori – i nostri sono sempre disponibili – e soprattutto sfrutta ogni occasione di collaborazione proposta dai docenti e fai pratica, tutta quella che è possibile fare. Provaci, mettiti in gioco.

Insomma… “Boy, [girl] don’t you worry… you’ll find yourself. Follow your heart and nothing else”!

 

 

Immagine in evidenza: Donatello Trisolino.