i-corsi-di-laurea-della-scuola-di-scienze-della-formazioneLa Scuola di Scienze della Formazione dell’Università di Urbino è un microcosmo in costante fermento. Un piccolo universo che innesca al suo interno sviluppi virtuosi capaci di rinnovare ciclicamente il proprio patrimonio genetico. Scienze dell’educazione e Scienze e tecniche psicologiche (entrambi triennali), Psicologia clinica (biennale) e Scienze della formazione primaria (quinquennale a ciclo unico) sono i quattro corsi di laurea in cui si articola l’offerta formativa della Scuola per l’anno accademico 2015-2016.


 

Corso di laurea in Scienze dell’Educazione

La classifica del Censis sulla didattica degli atenei italiani esclude ogni margine di dubbio: nell’ambito delle Scienze dell’Educazione e della Formazione, l’Università di Urbino rappresenta un’eccellenza nazionale. La “Grande guida Università 2015-2016” colloca al primo posto l’Ateneo Carlo Bo e i suoi corsi di laurea in Scienze dell’educazione e Scienze della formazione primaria.

Il corso di laurea triennale in Scienze dell’educazione accoglie in sé i due curricula di Educatore dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza e di Educatore per l’età adulta. Due itinerari didattici affini che rispondono a precise richieste dell’attuale mercato del lavoro, anche grazie all’attivazione di laboratori e specifici tirocini formativi.

“Il corso di laurea in Scienze dell’educazione – spiega il Professor Stefano Azzarà, referente del corso – si avvale delle attività di laboratorio a frequenza obbligatoria tenute da docenti e da professionisti dell’educazione. Le competenze teoriche acquisite a lezione e nello studio possono così applicarsi sin da subito alle esigenze della pratica, attraverso un’anticipazione di tutte le problematiche che possono presentarsi nei contesti formativi. Significative ai fini dell’esercizio delle professioni pedagogiche sono, inoltre, le esperienze di tirocinio che è possibile svolgere presso i numerosissimi enti, aziende e istituzioni convenzionati con l’Università di Urbino. Oltre a ciò, la possibilità di stipulare nuove convenzioni consente di venire ulteriormente incontro alle esigenze degli studenti”.

Se ci interessa l’area di studi che il corso propone e cerchiamo la risposta migliore che ci prepari a tutto quanto verrà dopo la laurea, teniamo conto che “il corso di laurea in Scienze dell’educazione ha ottenuto anche negli anni precedenti ottimi piazzamenti nelle principali classifiche nazionali di valutazione comparativa del sistema universitario. È il risultato – continua il Professor Azzarà – di una progettazione accurata, che si avvale di un’esperienza ultradecennale maturata nella Facoltà di Scienze della Formazione e ancor prima in quella di Magistero, grazie alla quale competenze e metodologie che raccolgono il meglio della tradizione pedagogica, filosofica e psicologica italiana si sono aperte al confronto con nuove realtà e hanno saputo rinnovarsi, in un contesto che parla ormai il linguaggio dell’Europa. In particolare, gli indicatori di valutazione mettono in evidenza la modernità e la funzionalità delle strutture e l’organizzazione della didattica, il che significa: nessuna sovrapposizione di orario per lezioni ed esami, complementarietà dei contenuti formativi, capacità del comparto amministrativo nel venire incontro alle esigenze degli iscritti e nel risolvere i loro problemi”.

Abbiamo preso nota? Bene, allora facciamo in modo che le nostre aspirazioni di studio non rimangano nel cassetto, ma trovino un luogo privilegiato in cui prendere forma. A Urbino per esempio, “contesto ideale per coniugare intensità ed efficacia nello studio e una socialità differenziata e ricca. Una città d’arte che vive della propria storia e della cultura sedimentata nelle pietre che ne compongono l’architettura. Un luogo che ha saputo rinnovarsi diventando un importante centro di studi, sede di scambi internazionali e uno dei pochi campus presenti in Italia”.

 

Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria

Top quality confermata dal Censis anche per il corso di laurea in Scienze della formazione primaria. Chi fosse interessato all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria dovrebbe scorrere le righe che seguono.
Il corso è una laurea magistrale a ciclo unico della durata di 5 anni, ad accesso programmato dal MIUR. “Con grande soddisfazione – riferisce entusiasta la Professoressa Berta Martini, referente del corso – per l’anno accademico 2015/2016 sono stati attribuiti all’Università di Urbino 230 posti, contro i 100 per l’anno accademico 2014/2015. La natura abilitante del corso rinvia ad una struttura fortemente professionalizzante della didattica e, in particolare, vanno in questa direzione i laboratori didattici (intesi come contesto di applicazione delle conoscenze acquisite negli insegnamenti disciplinari) e le attività di tirocinio previste dal 2° al 5° anno (intese come esercizio di competenza nel concreto delle situazioni scolastiche). A questo scopo il corso conta sulla collaborazione di una rete istituzionale di Scuole Polo entro la quale svolgere il tirocinio, e su un modello didattico di tirocinio validato anche sul piano internazionale. Segnalo in merito che, unitamente ai percorsi Erasmus, è attivo anche il tirocinio Erasmus”.

A quanto pare, il corso ha messo a punto un alfabeto operativo che sperimenta schemi formativi “aperti” e attenti alle ragioni di chi apprende. Questo perché, di fatto, l’ottimizzazione del trasferimento delle conoscenze e dei modelli culturali passa attraverso la valorizzazione dei contributi significativi che derivano dall’interazione con lo studente, e passa anche (o soprattutto) per il tramite di una risposta efficace alle necessità e alle aspirazioni di questi. “Scienze della formazione primaria del nostro Ateneo – spiega la Professoressa Martini – negli anni si è contraddistinto per la didattica in ingresso e in itinere anche perché ha saputo dare ampio spazio alla voce degli studenti attraverso incontri con gruppi di coordinamento degli stessi”.

Le preiscrizioni si chiuderanno il 31/08/2015, la prova di selezione si svolgerà l’11 settembre 2015 presso l’Aula Magna del Polo Scientifico Didattico Paolo Volponi. Suggerimenti per la prova di ingresso? “Ferma restando la strutturazione ministeriale del test, si raccomanda di esercitarsi sulle modalità di prove a risposta chiusa con materiali facilmente reperibili in commercio e specifici per i corsi di laurea in Scienze della formazione primaria”.

 

Corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche

Da molti anni, protagonista indiscussa dell’offerta formativa dell’Ateneo di Urbino è l’area delle Scienze psicologiche. In particolare, il corso di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche combina al suo interno professionalità diverse che di concerto seguono l’intero ciclo di studi, facendolo interagire con i trend della domanda lavorativa.
E veniamo al punto. La psicologia è la vostra ipotesi di lavoro. È l’ambito di studi che muove la vostra passione, ed è tempo di decidere corso di laurea e Ateneo da frequentare. Bene. Siete atterrati sulle righe che fanno al caso vostro.

Il corso prevede una formazione di base che riguarda tutte le aree della Psicologia. Una road map che fornisce allo studente una visione completa della disciplina e un approfondimento costante dedicato alla Psicologia Clinica. “La Psicologia Clinica e Dinamica – spiega la Professoressa Daniela Maria Pajardi, referente del corso – è storicamente la disciplina centrale della formazione in Psicologia presso l’Ateneo di Urbino, come dimostra la presenza del corso di laurea magistrale in Psicologia clinica”.

La scelta degli esami opzionali è supportata dalla consulenza dei tutor che la Scuola mette a disposizione degli studenti. “Il piano di studi – continua la Professoressa Pajardi – è disegnato rispettando criteri condivisi tra i diversi atenei italiani in modo da agevolare la mobilità, in caso di trasferimenti o di passaggio a lauree magistrali in altre Università”. Questo significa che “con il titolo di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche è possibile accedere alla laurea magistrale in Psicologia clinica dell’Università di Urbino o accedere ai corsi di laurea magistrale di altre università seguendo, com’è ovvio, i regolamenti di accesso di ciascun Ateneo.

Il conseguimento della laurea triennale permette, dopo 6 mesi di tirocinio, di accedere all’Esame di Stato dell’Ordine degli Psicologi per la sezione B. Come da normativa, le attività di lavoro previste per lo psicologo triennalista sono piuttosto limitate sia per tipo di mansioni consentite, sia per possibilità effettive di occupazione. Il percorso completo di formazione dello psicologo è, infatti, il “3+2”, con il conseguimento, dopo la laurea triennale, di una laurea magistrale in un settore della Psicologia”.

Il corso è ad accesso limitato e prevede un test d’ingresso per i 250 posti disponibili. La prova scritta si terrà il 9 settembre alle ore 9. Abbiamo curiosato per voi e scoperto che “la prova scritta consiste in un questionario a risposta multipla di 60 domande di cui 40 di cultura generale (storia contemporanea, attualità politica ed economica, letteratura, arte e cinema) e capacità logiche, e 20 di cultura specifica di base (Psicologia, Filosofia e Inglese). La prova durerà 60 minuti. Verranno assegnati 1 punto ad ogni risposta esatta e 0 punti ad ogni risposta errata o mancante.
Il livello di conoscenza richiesto in queste materie è quello conseguito presso le scuole superiori. Per esercitarsi in vista della prova si può fare riferimento ai manuali di preparazione ai test di ingresso in commercio”.

Avete sentito parlare di EuroPsy? “Ogni anno il corso ottiene una certificazione dal Consorzio EuroPsy che consente allo studente di lavorare nei Paesi della Comunità Europea aderenti all’iniziativa. Sono previste, inoltre, alcune lezioni e alcuni laboratori di formazione specifica in inglese scientifico e un esame a scelta sarà svolto interamente in lingua inglese”.
Per un curriculum competitivo in Italia e sulla scena internazionale!

 

Corso di laurea in Psicologia Clinica

Altro dna metodologico fondato su un modo collettivo di fare cultura e produrre conoscenza è quello del corso di laurea in Psicologia clinica. Evidentemente, il modello strutturale e organizzativo del corso è anche una questione di network. Del resto, lo abbiamo già detto, tutta la tradizione urbinate delle Scienze psicologiche ruota intorno al nucleo fondamentale della Psicologia Clinica e Dinamica “con una importante tradizione di coinvolgimento di studiosi e professionisti che operano in diversi settori per dare agli studenti un’ampia panoramica delle attività che lo psicologo clinico svolge, e dei percorsi di formazione universitaria e post-universitaria più adeguati. Accanto alla Psicologia clinica, trovano una sinergica collaborazione la Psicologia dello Sviluppo (in particolare sulle problematiche dello sviluppo del linguaggio e della comunicazione) e la Psicologia Sociale (soprattutto in relazione alla Psicologia giuridica per la collaborazione con tribunali, forze di polizia e carceri). A riferire il dato è la Professoressa Serena Rossi, referente del corso di laurea nonché coordinatrice della Scuola di Scienze della Formazione. “Il corso di laurea in Psicologia clinica – precisa – è in questi anni sempre più spesso frequentato anche da molti studenti che arrivano da triennali in Psicologia conseguite in altri atenei”.

Ma cosa fa e in quali ambiti lavora lo psicologo clinico? “Superato l’Esame di Stato, dopo un anno di tirocinio post-laurea, come prevede la normativa dell’Ordine degli Psicologi, il laureato magistrale si iscriverà all’Albo nella sezione A. Dopo di che, potrà progettare e condurre interventi individuali, educativi, riabilitativi e sociali in diversi contesti pubblici e privati. La specifica formazione ricevuta in un corso come quello di Urbino gli permetterà di occuparsi di psicopatologia, dipendenza, integrazione e disagio sociale, collaborando con istituzioni quali la Scuola, la Sanità, gli Enti Pubblici, la Magistratura e le istituzioni penitenziarie. La prevenzione, la promozione del benessere e della salute, la diagnosi e l’intervento in situazioni di disagio individuale e sociale con adulti, adolescenti e bambini, nonché famiglie, coppie e comunità saranno oggetto della sua attività anche come libero professionista”. Messaggio ricevuto, nipotini di Freud?

L’altra ottima notizia riguarda l’accesso: il corso non prevede test d’ingresso e ammette solo 120 studenti, in ordine di iscrizione secondo la data di presentazione della domanda di immatricolazione. In pochi si studia meglio! Per iscriversi è necessario aver conseguito un titolo di laurea triennale con almeno 88 crediti formativi universitari (CFU) relativi a insegnamenti, in almeno 6 su 8, dei settori scientifico-disciplinari M-PSI.
Occhio anche al vantaggiosissimo assetto open classroom, giocato prevalentemente sull’esperienza dei laboratori (che consentono la partecipazione a simulazioni, gruppi esperienziali, casework e corsi di inglese scientifico) e dei tirocini (esperienze sul campo in strutture pubbliche e/o private, propedeutiche all’inserimento nei circuiti specificamente lavorativi). “Tutti i laboratori e alcuni corsi – anticipa la Coordinatrice – saranno tenuti anche durante i mesi estivi, una modalità formativa questa estremamente utile per chi lavora”. Formule parecchio appetibili sono quelle del programma “Erasmus placement” che permette esperienze didattiche e/o di tirocinio formativo all’estero, e dell’”EuroPsy”: “il corso – conclude la Professoressa Rossi – ha ottenuto la certificazione di qualità del Consorzio Europsy che consente agli psicologi di svolgere la professione nei Paesi della Comunità Europea che partecipano al progetto”.
Buon viaggio, Dottori!

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