Diego Cardellini è tra i 100 vincitori del premio di studio che Uniurb ogni anno assegna alle studentesse e agli studenti che hanno ottenuto i migliori risultati in termini di crediti formativi e di votazione media.
Si è iscritto al terzo anno del corso di laurea triennale in Scienze Geologiche e Pianificazione Territoriale, sogna di diventare geologo e a Uniamo ha raccontato di come abbia riscoperto, grazie all’Università di Urbino, l’amore per la geologia e la voglia di fare di questa passione il suo futuro professionale.

 

Diego, perché ti sei iscritto al corso di laurea in Scienze Geologiche e Pianificazione Territoriale dell’Università di Urbino?

Alle superiori ho frequentato un istituto tecnico agrario e dopo il diploma – ottenuto con il massimo dei voti – tutti mi consigliavano di seguire quella stessa strada anche per gli studi universitari. Invece, valutando le possibili sedi e i corsi di laurea ho notato la triennale ​​in Scienze Geologiche e Pianificazione Territoriale dell’Università di Urbino, mi sono informato, gli argomenti e le materie del piano di studi mi hanno subito incuriosito, l’ho scelto e mi sono messo in gioco.

 

Diciamo che ho riconosciuto una passione a cui mi dedicavo da piccolo, cercando “fossiletti” e minuscoli minerali. Poi, quando ho cominciato a studiare e a seguire le lezioni ho scoperto un mondo tutto nuovo che ha cambiato anche le mie abitudini. Oggi, ad esempio, appena posso faccio trekking, partecipo ad escursioni, cammini e passeggiate.

Quali suggerimenti senti di poter dare a chi si iscrive al tuo corso di laurea?

Di non avere paura. Il primo anno è sempre difficile, perché i cambiamenti rispetto alle scuole superiori sono tanti e possono spaventare, ma il segreto per superare i timori è perseverare, andare avanti senza farsi bloccare dai pensieri negativi. Poi, certamente, col tempo si può sempre cambiare idea e scegliere un percorso diverso, ma provarci e affrontare le proprio paure è di sicuro il modo più giusto per conoscersi veramente e valutare le proprie capacità e i propri interessi. Se la scelta di questo corso si lega a una passione, allora è la scelta giusta.

Cosa puoi raccontare del rapporto che si costruisce tra studenti e docenti del corso?

I professori sono sempre molto disponibili ad ascoltare e a parlare con gli studenti. Il nostro è un corso di laurea con un numero limitato di iscritti e questa caratteristica ci avvicina molto ai docenti, e rende più semplice creare un rapporto con loro. Soprattutto durante la pandemia, i professori sono stati sempre pronti ad aiutarci e a venire incontro alle difficoltà causate delle restrizioni dovute al Covid. Di sicuro, questa interazione è uno dei tratti distintivi del corso che più mi ha sorpreso positivamente.

Quali sono, secondo te, gli altri punti di forza di questo percorso formativo?

Il corso è strutturato in maniera tale da avere, per quasi tutti gli insegnamenti, una parte orale e una parte pratica: è raro dover preparare un esame scritto di geologia. Questo permette allo studente di applicare subito e concretamente le cose che studia. Funziona così: leggi un argomento su un libro, studi la parte teorica e immediatamente ti eserciti sul campo.

Quali sono i tuoi obiettivi professionali?

Pur non avendo un’idea ancora chiara, sento di poter dire che il mio futuro riguarderà sicuramente l’ambito geologico. Mi piacerebbe lavorare come geologo, per questo sto anche valutando la possibilità di iscrivermi al corso di laurea magistrale in Geologia Ambientale e Gestione del Territorio dell’Università di Urbino. Non mi spaventerebbe dovermi trasferire all’estero, ma mi auguro di esercitare la professione in Italia.

Il corso di laurea organizza attività formative esterne, come viaggi di studio ed escursioni. Ti va di raccontare ai lettori di Uniamo l’esperienza per te più significativa?

Anche durante il periodo difficile della pandemia, non appena possibile, i professori organizzavano, in sicurezza, attività esterne legate agli argomenti affrontati nei singoli corsi. Quando le Marche erano in zona gialla, i docenti ci hanno dato, infatti, l’opportunità di fare una serie di escursioni tematiche sul terreno.

 

All’inizio dello scorso anno accademico, il Professor Galeotti, il Professor Lanci e il Professor Tramontana ci hanno accompagnato, ad esempio, in un’escursione di due giorni. Prima alla Gola Del Furlo e poi a Gubbio, alla Gola del Bottaccione, abbiamo vissuto un’esperienza certamente formativa e affascinante in luoghi che possono raccontare la storia del mondo.

Qual è il tuo #UniurbSaiPerché?

Uniurb offre la tranquillità e gli stimoli di cui si ha bisogno per studiare. Urbino è la città ideale per chi ha voglia crescere, studiare, imparare. È una città sicura che offre un’ottima qualità della vita a costi accessibili. Ed è la città universitaria ideale per gli studenti di Geologia, in particolare, che possono studiare sul campo dell’Appennino Umbro-Marchigiano: un geosito italiano importantissimo!

Se avessi la possibilità di parlare al te stesso di due anni fa che sta scegliendo l’Università e il percorso di studio, cosa gli diresti?

Gli direi di scoprire la sua vera passione e, per farlo, gli suggerirei di non pensare troppo, di farsi meno domande e di affidarsi senza paura al sé stesso bambino, che già collezionava fossili e minerali. E gli direi anche che sta facendo la migliore scelta possibile!

 

 

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