Con il contributo di Michele Marchionni, allievo di Uniurb, e di Piera Campanella, docente di Diritto del Lavoro, accendiamo i riflettori sul corso di laurea triennale in Scienze Giuridiche per la Consulenza del Lavoro e la Sicurezza Pubblica e Privata.
Un itinerario formativo sempre più professionalizzante che risponde alla domanda di competenze e abilità del sistema produttivo locale, e offre agli studenti lavoratori un percorso didattico alternativo erogato in modalità mista, in presenza e online attraverso la piattaforma e-learning di Ateneo.
Ricordiamo ai lettori di Uniamo che fino al 21 dicembre 2022 sarà possibile immatricolarsi pagando un’indennità di mora di soli € 40,00!

 

La Professoressa Piera Campanella

Professoressa Campanella, fornire conoscenze di base senza trascurare gli aspetti operativi e professionalizzanti del corso di studio è tra gli obiettivi principali della triennale in Scienze Giuridiche, è esatto?

Esatto. I nostri studenti, tendenzialmente, trovano occupazione nel settore economico marchigiano. Quindi, per rafforzare il rapporto tra l’Università e il tessuto produttivo locale abbiamo previsto una serie di attività laboratoriali che integrano la lezione frontale e danno agli studenti la possibilità di mettersi in gioco, di conoscersi tra loro e di lavorare in maniera più informale con i docenti, nonché con i rappresentanti delle imprese del territorio che siedono anche nel comitato di indirizzo del nostro corso di laurea.

 

Con le aziende locali stiamo concertando, infatti, una serie di iniziative che consentono di avvicinare i nostri studenti all’attività lavorativa vera e propria, attraverso esercitazioni basate sull’applicazione pratica delle conoscenze teoriche. Lo stesso obiettivo stiamo perseguendo in collaborazione con Confindustria Pesaro Urbino attraverso uno specifico progetto che si chiama A lezione con le imprese. Un’iniziativa importante che consente ai docenti e all’associazione territoriale di riferimento delle imprese di organizzare insieme un ciclo di lezioni guardando ad alcuni problemi interni alla struttura produttiva con un approccio rovesciato, dal particolare al generale, che proceda cioè dalle esigenze e dagli ostacoli che l’azienda incontra in concreto. Quindi le imprese vengono in aula e noi – docenti e studenti – andiamo nelle imprese a osservare da vicino il processo produttivo.

 

Questo progetto prevede tra l’altro la possibilità per gli studenti dell’ultimo anno di presentare tesi di laurea improntate su studi di caso concordati con le stesse imprese. Stiamo, inoltre, pensando di integrare nel corso di studio la simulazione di un colloquio di lavoro così da far emergere e valorizzare le abilità dei nostri ragazzi in previsione del loro ingresso nel mondo del lavoro, con la possibilità anche di inserire il curriculum vitae nel portale Confindustria Job di Pesaro Urbino

Un’altra caratteristica del corso di laurea riguarda la sua erogazione in modalità mista, attraverso la piattaforma e-learning di Ateneo.

Sì. Da qualche anno abbiamo scelto, per gli studenti che non possono frequentare in presenza, di erogare il corso anche in modalità mista, una modalità che prevede cioè la frequenza online dei due terzi degli insegnamenti. Il che vuol dire che per questi due terzi dei corsi gli studenti hanno a disposizione una piattaforma e-learning che noi professori popoliamo di materiali didattici – contenuti audio, pillole della lezione, contenuti video – che possono agevolarne la preparazione.

 

Gli esami, invece, si svolgono sempre in presenza così come la discussione della tesi di laurea. In questo percorso l’interazione col docente è garantita da una chat, sincrona o asincrona, attraverso cui lo studente può colloquiare con il professore e godere della spiegazione su tematiche fondamentali di riferimento. Si tratta, quindi, di una formula efficace che i nostri studenti hanno molto apprezzato, e parliamo di una popolazione adulta che torna tra i banchi virtuali universitari. Persone già impegnate nella vita lavorativa e familiare che grazie a questa formula possono rimettersi a studiare e creare nuove relazioni, anche di amicizia come loro stessi ci raccontano, grazie a un’organizzazione degli studi condivisa.

A proposito di relazioni, che tipo di rapporto i docenti costruiscono con gli studenti del corso?

Le lezioni del corso di laurea ospitano un numero contenuto di persone e questo consente a noi docenti di seguire lo studente in maniera personalizzata, in relazione – cioè – alle sue esigenze e peculiarità. In effetti, riusciamo a interagire molto agevolmente con i singoli allievi, siamo sempre disponibili a incontrarli in presenza e online attraverso le stanze Zoom e, quando occorre, svolgiamo delle sessioni di studio assistito per sostenerli nella preparazione degli esami.

 

Inoltre, è stata nostra cura integrare la rappresentanza studentesca nei vari organi con un modello di democrazia diretta che dà la possibilità ai nostri giovani, nelle circostanze che lo richiedono, di indire un’assemblea studentesca e consentire a tutti, sia in ottica individuale sia in ottica collettiva, la partecipazione alla gestione diretta del corso di laurea. Questo perché studentesse e studenti sono al centro dei processi formativi e della vita del nostro Ateneo più in generale.

 

Quando ho cominciato a lavorare a Urbino ho subito verificato che c’era qualcosa di speciale, di molto diverso rispetto alla mia esperienza universitaria vissuta, da allieva, in altro e ben più grande Ateneo. Urbino è veramente una “città campus”, popolata prevalentemente da docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo, in cui tutti i servizi gravitano attorno alla popolazione universitaria. Ricordo che mi aveva colpito subito il fatto che, finita la lezione, con i ragazzi ci si vedeva a mensa, ci si salutava o si scambiavano quattro chiacchiere dopo cena in Piazza della Repubblica. Una consuetudine regolare, quotidiana e unica, com’è ancora oggi.

Michele Marchionni

Michele, per quali caratteristiche del corso di laurea ti iscriveresti nuovamente alla triennale in Scienze Giuridiche?

Sicuramente per la preparazione dei docenti e per la loro grande capacità di comunicazione che facilita l’apprendimento di materie anche molto complesse. In modalità “elenco” aggiungo: per la disponibilità degli aggiornamenti normativi utili fruibili attraverso i database della biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza.
Ancora, per la possibilità che lo studente ha di acquisire un titolo di laurea triennale sicuramente spendibile sul mercato del lavoro. E lo dico con cognizione di causa dal momento che, prima ancora di laurearmi, solo caricando il mio curriculum vitae sulla piattaforma AlmaLaurea, ho ricevuto quattro proposte di impiego.
E, inoltre, per le attività formative laboratoriali che offre e che consentono a noi studenti di confrontarci con l’aspetto più concreto e applicativo della professione che andremo a esercitare.

 

Purtroppo il mio percorso di studio si è svolto durante la pandemia e la didattica a distanza ha certamente limitato le possibilità di accedere a queste iniziative formative. Tuttavia, attraverso specifici seminari online ho potuto comunque prendere parte alla discussione e alla risoluzione di casi pratici e soprattutto, tornati in presenza, ho partecipato alla visita didattica presso una grande realtà aziendale del territorio: Biesse Group.

 

Un’esperienza importante che ha permesso a me e ai miei compagni di corso, ad esempio, di confrontarci con il consulente del lavoro e anche con il rappresentante sindacale aziendale per capire e conoscere sul campo il processo che porta alla stipulazione di un contratto collettivo, le dinamiche che sottendono le trattative, i punti di incontro e quelli di maggior discussione in relazione alla tutela dei lavoratori in Biesse e molto, molto altro. Insomma, un’occasione formativa che ci ha insegnato tanto.

Hai valutato le offerte di lavoro alle quali hai accennato?

Certo, ma si trattava di assunzioni a tempo pieno che non sarei riuscito a conciliare con il nuovo percorso formativo che avevo in mente di intraprendere. Anche prima di laurearmi, infatti, avevo capito che la voglia di studiare era ancora molto forte e che una seconda laurea mi avrebbe aperto diverse strade professionali, e portato – spero – a realizzare la mia ambizione di carriera. Vorrei tentare il concorso in magistratura, superarlo e specializzarmi nel settore del lavoro, per cui mi sono iscritto alla magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e, avendo acquisito il titolo triennale, sono ripartito dal terzo anno.

Rispondendo alla prima domanda hai subito espresso un giudizio sui docenti.

Sì, perché per noi studenti i professori sono fondamentali. A Urbino, sia per le dimensioni della città, sia per il numero ben bilanciato di persone che frequentano le lezioni è possibile instaurare un rapporto diretto con il docente, che è sempre reperibile e disponibile. Un fatto scontato per noi che qui studiamo, ma una rarità assoluta per i miei amici che sono iscritti ad altri Atenei italiani dove è pressoché impossibile ottenere una risposta immediata ai propri dubbi e alla propria necessità di approfondimento.

 

Quando ho proposto l’argomento della mia tesi alla docente che poi mi ha seguito in qualità di relatrice, ho ricevuto la sua risposta il giorno dopo attraverso una mail che commentava dettagliatamente la mia scelta. Da lì abbiamo lavorato insieme e lei mi ha sempre aiutato durante tutta la fase di ricerca e scrittura del mio elaborato.

 

Ma potrei dire la stessa cosa degli altri professori che a fine lezione, ad esempio, tornano sull’argomento trattato per spiegare a chi ne ha bisogno quei concetti che richiedono uno sforzo in più di comprensione. Per rendere meglio l’idea, i docenti della Scuola di Giurisprudenza sono persone che associano il nostro viso al nostro nome, un indizio importante della capacità che hanno di costruire un rapporto con noi che possa definirsi “umano”.

 

 

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