Per Uniurb è stato un grande Presidente del Consiglio degli Studenti. Si è laureato in Scienze Politiche, Economiche e del Governo e qualche giorno dopo ha salutato Urbino per inseguire il sogno della carriera diplomatica. Oggi lavora come Sales Account Manager per la multinazionale Procter & Gamble e sapete perché? Perché durante la corsa ha sentito di voler “recuperare e sviluppare le competenze commerciali maturate negli anni della triennale”, dopodiché ha cambiato direzione e anche sogno. Applauso.
Lui si chiama Angelo Duraccio e questa è la sua storia.

 

 

Angelo, hai lasciato Uniurb da qualche anno, com’è cambiata la tua vita?

La mia vita è cambiata radicalmente. Dopo la laurea triennale in Scienze Politiche, Economiche e del Governo ho lasciato Urbino e mi sono trasferito a Pisa dove ho frequentato la magistrale, a numero programmato, in International Security Studies: un joint degree offerto congiuntamente dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dalla Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento.

 

Per cui ho vissuto un anno a Pisa e sei mesi a Trento con l’idea di partecipare al concorso per l’accesso alla carriera diplomatica. Dopodiché, durante il secondo anno della magistrale ho fatto uno stage presso l’ufficio commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles e, proprio nel corso di questa esperienza, l’aspirazione professionale iniziale ha cominciato a prendere una forma nuova.
In sostanza, ho capito sempre più chiaramente che mi sarebbe piaciuto recuperare e sviluppare le competenze commerciali maturate negli anni della triennale e puntare a una carriera in ambito sales.

Cosa è successo dopo?

Subito dopo l’ultimo esame, ho inviato la mia candidatura all’azienda per la quale attualmente lavoro. Superati gli step della selezione, ho fatto uno stage di quattro mesi e, dopo essere stato assunto, sono stato inviato sul campo in Emilia Romagna, come Sales Account Manager.

Sei soddisfatto di questa sorprendente avventura professionale?

Moltissimo! Procter & Gamble è una multinazionale aperta al mondo, attenta al Paese in cui opera e sensibile alle varie questioni che riguardano la nostra società.
È un’azienda multiculturale che crede nella parità di genere e si impegna anche nella valorizzazione della diversità e dell’inclusione, ottiche sul mondo con le quali avevo già imparato a confrontarmi durante gli anni di studio a Urbino, grazie all’associazionismo e alle tante iniziative promosse dall’Università.
Per cui sono assolutamente soddisfatto di questo mio primo approccio al mondo del lavoro che si proietta verso il futuro con ottime prospettive di crescita interna.

Le competenze acquisite durante la triennale sono in linea con le tue nuove ambizioni di carriera e con il lavoro che svolgi?

Certamente. La mia laurea in Scienze Politiche, Economiche e del Governo mi ha dato strumenti conoscitivi trasversali e dinamici applicabili a più aree di lavoro.
Oltre ad offrire buone basi di economia, il corso fa un focus molto ampio sulla sociologia che risulta utile anche in ambito squisitamente economico per interpretare i trend e analizzare le richieste del mercato. Non mi sono mai trovato in difficoltà, anzi, mi hanno aiutato moltissimo la capacità di ragionamento e la velocità di apprendimento di nuove informazioni – anche lontane e diverse da quelle studiate – che proprio nelle aule di Urbino ho imparato.

Quali sono i punti di forza del tuo percorso di studi?

Sicuramente il corpo docente. Preparatissimo e pronto a sostenere lo studente non solo nei momenti di eventuale difficoltà, ma anche quando la classe chiede di fare un passo in più rispetto alla lezione tradizionale e di analizzare in maniera più ampia l’argomento in programma.
Ricordo che spesso, io e i miei compagni di corso abbiamo chiesto ai professori di approfondire un tema, magari di attualità, e loro hanno sempre acconsentito con entusiasmo parlando a lungo con noi, al di fuori dell’orario di lezione.

 

Restando tra i punti di forza fondamentali, penso agli strumenti metodologici e culturali che il corso offre. Semplificando, penso alla multidisciplinarietà che insegna un nuovo modo di ragionare e di affrontare qualsiasi problematica da quattro prospettive diverse: politologica, sociologica, economica e storica. Un approccio che resta utile per sempre, perché applicabile sia ai fatti della vita lavorativa, sia a quelli del quotidiano.

Se fossi ancora il Presidente del Consiglio degli Studenti di Uniurb cosa diresti ai giovani del nostro Ateneo?

Di partecipare anche alla vita universitaria, non solo alla vita accademica. L’Ateneo di Urbino, infatti, non è un “esamificio”, ma è un melting pot di menti straordinarie che può dare vita a mille e più cose formidabili.
Seguire le lezioni e dare l’esame è un approccio assolutamente riduttivo, per cui vorrei dire a tutti gli studenti di Uniurb: lasciatevi coinvolgere dalle associazioni studentesche, dalle realtà aggregative della città per creare insieme qualcosa che possa servire a voi e alla vostra crescita personale e anche ad Urbino che – credetemi – dopo qualche tempo diventa “casa”.

Mi racconti la tua Urbino?

Urbino è una città magica… penso che la grandezza fisica della città sia inversamente proporzionale alla grandezza delle esperienze che ti consente di vivere.
È un posto in cui è possibile studiare in serenità e trasformare velocemente le idee in azioni concrete. Spero di non dover pronunciare questa frase tra vent’anni perché mi auguro di doverli ancora vivere, ma a Urbino ho vissuto i migliori anni della mia vita.

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