Imprenditori si nasce o si diventa? È vero, può sembrare l’inizio di un discorso retorico, ma non lo è. La domanda è motivata perché se è esistito (è esistito?) un tempo nel quale il fiuto per gli affari bastava da sé a decretare il successo, ora non è più così. Imprenditori, nel senso di un certo talento che precede l’età della ragione, si può nascere. Ma il talento non basta e occorrono anche altre risorse per diventare davvero un imprenditore. Il collegamento da una riva all’altra cammina lungo il ponte delle competenze, le expertise. Sì ma quali?

Non c’è un navigatore satellitare che ci porti diritti alla meta. Scordatevi i bignami che banalizzano la formula di azzeramento del rischio. Tuttavia orientarsi è possibile. Di questi e di altri temi si occupa il CRIMPICentro di Ricerca su Imprenditorialità e Piccole-Medie Imprese, recentemente costituito presso l’Università di Urbino.

“Il Centro – spiega la professoressa Francesca Cesaroni, che ne è la coordinatrice – nasce dalla volontà di valorizzare e promuovere l’attività di studio e ricerca dei numerosi docenti e ricercatori dell’Ateneo che da anni si occupano dei comportamenti e dei processi di gestione e governo delle piccole e medie imprese. L’obiettivo principale è quello di stimolare lo sviluppo di questo filone tematico attraverso nuovi progetti di ricerca, seminari, workshop, convegni, conferenze e iniziative formative. Il CRIMPI sarà anche un’occasione di dialogo e confronto che coinvolgerà esperti e professionisti, italiani o esteri, chiamati a riflettere insieme sull’imprenditorialità e sui problemi riguardanti la gestione delle piccole-medie imprese.”

Imprenditori ieri e oggi

Il primo appuntamento sarà quello di mercoledì 5 aprile (dalle 14.30 alle 18), con il convegno Imprenditori di ieri e di oggi: le esperienze del passato e le incertezze del presente, che si svolgerà nell’Aula Rossa di Palazzo Battiferri, presso il Dipartimento di Economia, Società, Politica.
“In questa sede – riprende la professoressa Cesaroni – discuteremo di come siano cambiati nei decenni la figura dell’imprenditore, le competenze richieste dai mercati e il modo di vivere e di interpretarne il ruolo nella società. L’imprenditorialità da sempre rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo dei sistemi economici, contribuisce a favorire la diffusione dell’innovazione, a sostenere la crescita e a promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro, tuttavia in Italia permane la difficoltà di competere con i principali Paesi europei”.

Il convegno sarà organizzato in due sessioni pomeridiane: “Nella prima parte – spiega la coordinatrice del CRIMPI – saranno coinvolti imprenditori senior, junior e in fase di subentro che porteranno il loro contributo esperienziale. La seconda parte avrà invece per protagonisti consulenti e operatori del campo delle startup. Il focus si sposterà quindi sulle modalità di trasferimento delle conoscenze e di incoraggiamento della nascita di nuove imprese”.

La paura di fallire che frena l’Italia 

Concentrarsi maggiormente sul profilo dell’imprenditore che sulla congiuntura economica, che sulla recessione, che sugli indicatori negativi di mercato: sta tutto qui il cambio di prospettive che può fare la differenza, se non proprio risolvere i problemi? Probabilmente sì. “Dati rilevati a livello internazionale – conclude la professoressa Francesca Cesaroni – dimostrano che l’Italia è uno dei Paesi con il più basso tasso di imprenditorialità e questo risultato si spiega in funzione di tre fattori:
è più elevata la paura di fallire;
è più basso il livello di opportunità percepite;
è più basso il livello di capacità percepite.

Alla luce di questo, considerati anche i livelli di disoccupazione, soprattutto giovanile, è importante definire le azioni che possano aiutare a realizzare il proprio business e a incrementare il dinamismo economico”. Come ammettere che effettivamente aveva ragione Seneca, quando qualche secolo fa scrisse una frase utile alle strategie del terzo millennio: “è l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi”.

Immagine in evidenza: Ben Rosett