L’ultimo viaggio a Berlino, il suo libro preferito, il quadro che le ha preso in ostaggio lo sguardo nell’ultima mostra vista. Per parlare di Naomi Castellani occorre mettere in fila una miriade di cose diverse. Un anno fa si è iscritta al corso di laurea in Scienze umanistiche. Discipline letterarie, artistiche e filosofiche, curriculum Filologico-Letterario Moderno. Oggi rifarebbe la stessa scelta.

Che cosa cercavi iscrivendoti all’Università?

Un corso che si adattasse alle mie esigenze. Ho valutato diversi atenei, la scelta non è stata difficile.

Quali erano le tue esigenze?

In effetti erano. Prima lavoravo come barista, perciò dovevo poter gestire al massimo tempi e impegni. Adesso le cose sono decisamente cambiate. Da quest’anno ho deciso di dedicarmi soltanto allo studio.

La tua prima volta in città: com’è andata?

Mi sono fatta un bel tour, poi mi sono infilata nelle segreterie studenti, dove ho risolto molti miei dubbi e ho capito come funziona un piano di studi. Ripensandoci sono state la professionalità e la buona accoglienza che ho trovato a rompere gli ultimi indugi: mi sono iscritta!

Quali altri elementi ti hanno incoraggiata?

La spinta più forte è arrivata dall’offerta formativa. Sono appassionata di storia, di storia dell’arte, di filosofia. Il curriculum Filologico-Letterario Moderno corrisponde ai miei interessi. È un percorso formativo valido, completo. Altre tre cose ben fatte che sono state determinanti: uno, è possibile scegliere tra 4 curricula diversi che spaziano dalla filologia all’archeologia, alla filosofia e all’arte; due, ci sono corsi di base per chi arriva senza una preparazione in lingua latina e greca che offrono la possibilità di mettersi in pari; tre, ci sono molte attività integrative (seminari, conferenze, convegni, scavi, viaggi di studio, rassegne cinematografiche…).

Quali sono le mosse giuste per giudicare un corso?

Posso dire quali sono i criteri che ho usato io: mi sono interessata ai singoli insegnamenti, ho valutato con molta attenzione l’organizzazione del piano, la suddivisione dei crediti formativi, un aspetto fondamentale in vista dell’abilitazione all’insegnamento. Insomma, ho passato al setaccio tutto, nei minimi dettagli.

C’è uno strumento che ti è servito più di altri per questo lavoro “da orefice”?

Il mio bilancino di precisione è stato il portale www.uniurb.it. Inoltre ho trovato molto utili lo sportello tutor e le giornate di accoglienza per matricole (a proposito, il prossimo 4 ottobre si svolgerà il Welcome day).

Quali sono le agevolazioni per gli studenti lavoratori?

Per chi lavora e studia, l’ateneo prevede una diversa distribuzione degli esami e dei crediti, da raggiungere non in tre anni ma in cinque. Io personalmente non ho mai fatto ricorso a questo tipo di agevolazione e ho scelto l’organizzazione classica, triennale. Un altro strumento molto utile è la piattaforma Moodle che permette di accedere al materiale didattico digitale da casa.

Come organizzi il tuo tempo tra studio e lavoro?

In realtà, dopo aver frequentato le lezioni del primo anno, vista l’efficacia dei metodi di insegnamento e l’interesse degli argomenti trattati, ho deciso di dedicarmi allo studio a tempo pieno.

Oggi rifaresti le stesse scelte?

Sì.

Com’è il rapporto fra i colleghi e con i docenti?

Con i colleghi nascono delle belle amicizie. I docenti ti aiutano. Ho trovato sempre molta disponibilità. Se ho necessità di avere un colloquio fisso un appuntamento tramite mail.

E il rapporto con la città?

Urbino è affascinante, quando posso percorro strade alternative, amo perdermi per le vie che non conosco. È una città di e per studenti: biblioteche e aule sono in palazzi storici bellissimi. Studiare tra stucchi e affreschi è un’altra cosa!

Ti piace viaggiare?

Molto.

Ultimo posto visto?

Berlino, una città piena di cultura e modi di vivere differenti. Mi sono fermata una settimana è ho visitato tantissimi musei.

Opera preferita?

Island of the Dead, di Arnold Böcklin. Ha dentro un’incontenibile inquietudine.

Island of the Dead (Arnold Böcklin)

Libro?

Siddharta. Leggere è una delle mie passioni: mi piace il fantasy, la poesia, la storia dell’arte.

 

Periodo storico preferito?

Il Medioevo.

Perché?

È infinitamente ricco di falsi storici, uno fra i più noti è la Donazione di Costantino. E poi, contrariamente a quanto si pensa, è un’epoca nella quale le donne hanno avuto un ruolo importantissimo. Di recente l’Università di Urbino ha organizzato un convegno sul medievalismo in collaborazione con l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo: quando dico che la Carlo Bo ti dà una formazione completa, intendo anche iniziative come questa che ti mettono di fronte a temi e questioni nuove.

Che cosa desideri per il tuo futuro?

Se avessi dovuto rispondere a questa domanda prima di entrare alla Carlo Bo non avrei saputo rispondere. Adesso che ho riscoperto le mie passioni mi vedo professoressa o scrittrice. Intanto però penso alla magistrale.

In che modo stai inseguendo i tuoi obiettivi?

Il mio corso di laurea dà accesso ai test di abilitazione all’insegnamento. Per quanto riguarda il sogno di fare la scrittrice la questione è diversa: sicuramente per scrivere bisogna avere qualcosa da dire e per avere qualcosa da dire serve essere preparati. E poi come si dice? Un libro scritto è figlio di mille libri letti.