Il 17 e 18 novembre 2017 la Carlo Bo ospita la XIV edizione degli Italian Agile Days dedicati alle metodologie agili per lo sviluppo e la gestione di progetti software. Che cosa sono gli IAD più nel dettaglio? Ne abbiamo parlato con due dei protagonisti: Fabio Ghislandi, Presidente dell’associazione Italian Agile Movement; Fabio Musso, Prorettore alle Attività di Terza Missione dell’Università di Urbino. Vi anticipiamo soltanto, per farvi capire la portata dell’evento, che sono stati già strappati oltre 600 biglietti!

Il programma IAD 2017

Primo, primissimo passaggio da fare: leggere il programma. A quel punto cercherete un altro link. Non preoccupatevi, per iscriversi alla conferenza basta cliccare qui.
In estrema sintesi il 17 e 18 novembre, a Palazzo Battiferri, accadrà questo: con l’unconference di venerdì chi vorrà potrà proporre un argomento. Non ci saranno relatori, gerarchie, ordini di intervento. Soltanto aule dove condividere un contenuto, trovare la soluzione a un problema, chiedere o portare un aiuto: in totale 24 slot di discussione di un’ora ciascuna. Sabato sarà dedicato invece a talk e workshop dedicati a specialisti di informatica e non, con 30 speaker  selezionatissimi. Nell’aula 11 si parlerà ad esempio de Il valore dell’individuo come scintilla iterativa.

Essere agile

Fabio Ghislandi, Presidente dell’Italian Agile Movement

“L’obiettivo fondamentale di Agile – spiega Fabio Ghislandi – è il seguente: ciò che realizzo, il prodotto, deve essere perfettamente conforme alle aspettative, che tuttavia mutano nel tempo. Agile individua una serie di pratiche e di metodi agili che favoriscano il raggiungimento di questo obiettivo anche in un contesto fortemente caratterizzato dalla complessità. Tutto inizia dal movimento internazionale Agile, nato negli Usa nel 2001 nell’ambito dello sviluppo software (leggi il Manifesto). A un certo momento gli informatici si sono posti una domanda: creiamo software, lo abbiamo sempre fatto. Ma è questo l’unico modo per farlo? Soprattutto, è il modo migliore? La questione non è un interrogativo teorico, ma una faccenda ordinaria che dallo sviluppo software si estende a tutta la produzione. Poniamo che debba realizzare un servizio di home banking e che il progetto abbia una durata triennale. Succede che dopo 2 anni il mio principale competitor esce sul mercato con un prodotto simile al mio. Con l’approccio tradizionale il rischio di fallimento è alto, perché gestire il cambiamento richiede troppo tempo e troppe risorse economiche. Agile apre a un’alternativa: fornisce elementi per reagire in maniera istantanea ai mutamenti allenando la flessibilità senza perdere in qualità”.

Struttura, qualità e pollo bruciato

Il cambiamento parte dalla struttura aziendale. Dimenticatevi la suddivisione in compartimenti, i “silos” verticali distribuiti per competenza. “Agile – commenta Fabio Ghislandi – crea risposte polifunzionali. Per rimanere nel concreto: la mia azienda sta progettando un nuovo modello di forno a microonde? Il designer, l’ingegnere elettronico e magari l’esperto di cucina li farà lavorare in team, così da sovrapporre le competenze e creare un flusso coerente. Cadono le barriere, si riduce la possibilità di fallimento, si riducono gli sprechi! Cambiare organizzazione non deve però voler dire abdicare alla qualità. Anzi, tutto ciò serve ad anticipare gli errori per arrivare con più facilità all’eccellenza. Allora non mi renderò conto a prodotto finito che il mio microonde brucia il pollo che mi ero comprato per cena. Ma lo saprò subito, grazie alle continue interazioni tra professionisti con diverse competenze”.

Scrum, Kanban, eXtreme

Essere agile è avere un approccio agile, insieme ad alcune pratiche metodologiche. Anzi, come abbiamo già detto, avere più metodi per la risoluzione dei problemi e la gestione dei processi, spesso mutuando le definizioni dall’universo dell’informatica.

Ecco la mini guida di Fabio Ghislandi per introdurci a tre di questi metodi:

“Scrum, utilizzato frequentemente per lo sviluppo software e soprattutto per la creazione di nuovi prodotti. Si basa sul concetto di iterazione: a ogni breve periodo di sviluppo segue il rilascio di una versione funzionante del software che aggiunge alcune funzionalità. Si tratta quindi di un framework organizzativo che esalta l’approccio iterativo e incrementale. Ogni iterazione si conclude con la raccolta di feedback da parte di alcuni stakehloder o di un piccolo campione di utenti. In questo modo la conoscenza del team di sviluppo crossfunzionale aumenta (empirismo), ciò che viene sviluppato successivamente e con maggiore consapovelzza è immediatamente verificabile; se si sbaglia direzione è piccolo lo sforzo per correggere. Tutto ciò assomiglia all’evoluzionismo…”.


“Kanban, che identifica un approccio alla gestione del cambiamento basata sull’introduzione di piccoli mutamenti organizzativi. L’idea è che per migliorare bisogna innanzitutto cambiare e che per cambiare il modo di lavorare è necessario che le persone siano coinvolte direttamente nel processo. Kanban, che è una pratica che deriva da Lean, il quale a sua volta deriva dal Toyota Production System. È la risposta a quelle organizzazioni che prevedono l’applicazione del multitasking spinto, credendo di essere più produttivi: l’idea è invece quella di ridurre al minimo il numero delle attività contemporanee che il gruppo di lavoro ha in carico, in modo da focalizzarsi sul loro rapido completamento. La produttività aumenta e la qualità pure”.


“eXtreme Programming, da cui tutto ha avuto inizio. Negli anni Novanta alcuni professionisti definirono una serie di pratiche ingegneristiche volte a realizzare software più robusti e manutenibili. I principi alla base di XP sono entrati nel Manifesto Agile, costituendo insieme a Lean il maggiore contributo a questo movimento. Si tratta di pratiche che incentivano la collaborazione nel team e tra il team e il committente, che mirano ad anticipare il più possibile la verifica di ciò che si sta realizzando, che enfatizzano la semplicità, che favoriscono la focalizzazione su ciò che ha più valore, rimandando lo sviluppo di ciò che non è strettamente necessario”.

Uniurb nel network di Agile

“La collaborazione tra Università e Agile è molto importante” spiega Fabio Ghislandi. “Rendere sempre più permeabile l’ambiente universitario alla rete esterna di professionisti, in particolare l’ambiente della Carlo Bo, che fa ricerca nel campo dell’informatica applicata, è un arricchimento. Un’osmosi utile a noi, utile ai docenti, utile agli studenti e non solo per la durata della XIV conferenza. In effetti la nostra associazione, in un futuro prossimo, fornirà all’Ateneo un pacchetto di dieci giorni di coaching sulla sperimentazione dei metodi agili”.

Archeologia digitale alla Data

Completa e conclude il programma la mostra 1977-1987: Quando il Computer divenne Personal che dal 16 al 19 novembre sarà alla Data di Urbino (orari di apertura: giovedì dalle 15 alle 19; venerdì e sabato dalle 10 alle 20; domenica dalle 10 alle 14). Stiamo ancora parlando di informatica, per essere più precisi di retrocomputing. Un’era geologica fa, visto il punto in cui ci troviamo oggi e visto che si andrà indietro fino agli anni Settanta e Ottanta!

Know-how del cambiamento e Terza Missione

Il Professor Fabio Musso

“L’iniziativa – spiega il Professor Fabio Musso, Prorettore alle Attività di Terza Missione dell’Università di Urbino – ha l’obiettivo di fornire un momento di confronto su una nuova metodologia che permette di impostare i processi decisionali di imprese e organizzazioni in maniera destrutturata rispetto ai metodi tradizionali e che consente di affrontare situazioni molto complesse e in continuo cambiamento. Anche la capacità innovativa ne risulta avvantaggiata: il ragionamento al di fuori dagli schemi lascia maggiore spazio alla creatività. Questi due giorni – prosegue il Professor Musso – rappresentano un’occasione importante per tutta la città, che sarà invasa da  giovani e meno giovani desiderosi di cimentarsi in nuove sfide che da questa esperienza di confronto potranno trarre impulso. Naturalmente la collaborazione con l’Italian Agile Movement è anche un’occasione formativa per i nostri studenti.  È infatti previsto che l’associazione tenga delle lezioni sui metodi agili, che saranno inserite nel programma della prossima edizione di Uniurb Lab, l’iniziativa organizzata dall’Ateneo per promuove la cultura d’impresa”.