21 dicembre 2011: in Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano viene sottoscritto l’accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano che riguarda la formazione dei lavoratori.

13 novembre 2017: l’Università di Urbino avvia, dopo l’approvazione della Regione Marche, un progetto sperimentale per la Formazione a distanza (FAD) in materia di tutela della salute e di sicurezza sul lavoro.

Ne abbiamo parlato con Oliviero Gessaroli, responsabile del Servizio di prevenzione e protezione di Ateneo e con il professor Marco Bernardo, delegato del Rettore all’Innovazione Tecnologica dell’Università di Urbino.

Con il decreto legislativo 81 del 2008 e l’Accordo Stato Regioni – spiega Oliviero Gessaroli – alle Università viene chiesto di formare i lavoratori in tema di sicurezza. Il nostro Ateneo si è attivato immediatamente organizzando corsi in modalità e-learning per le 4 ore di formazione generale e lezioni frontali per le 8 ore di formazione specifica previste per il rischio medio, secondo la classificazione inserita dalla normativa, che individua tre livelli: rischio basso, medio e alto. Oggi abbiamo fatto un ulteriore salto di qualità.

In che cosa consiste questo scatto in avanti a cui ha appena fatto cenno?

Siamo i primi nella Marche ad aver presentato un progetto sperimentale approvato dalla Regione che ci consente di svolgere i corsi di formazione completamente in modalità e-learning. Dopo le prime esperienze, che risalgono al 2013, siamo riusciti ad ampliare notevolmente la proposta formativa.

Quali sono i vantaggi dell’e-learning?

Oliviero Gessaroli, resp. del Servizio di prevenzione e protezione

I vantaggi sono molti e molto significativi. Il primo riguarda i lavoratori che, attraverso le proprie credenziali, possono accedere alla piattaforma e seguire i corsi ovunque ed in qualsiasi momento. Possono interrompere, riprendere e rivedere i contenuti liberamente. Il secondo vantaggio è la riduzione dei tempi organizzativi. Ricordo che con il metodo tradizionale (lezioni frontali) è necessario un corso ogni 35 unità, il limite massimo previsto dalla normativa. Il terzo vantaggio sta nel risparmio economico. Non dobbiamo attrezzare e occupare aule dell’Ateneo, riusciamo a realizzare tutto internamente.

Come è organizzato tecnicamente il servizio?

Per estendere la modalità e-learning alla totalità delle ore di formazione è stato fondamentale il supporto tecnico del CISDEL, che ci ha messo a disposizione la piattaforma Moodle education.uniurb.it. Questa infrastruttura informatica ci consente di passare dalle lezioni in presenza alle lezioni a distanza con molta facilità. Riusciamo a garantire in tempi rapidi i moduli/corsi di formazione generale, di formazione specifica, di formazione sui rischi in alcuni ambienti di lavoro (laboratori, aree archeologiche ecc.), di formazione dei preposti, di formazione dei dirigenti. Infine l’aggiornamento. E c’è un peculiarità di cui siamo molto soddisfatti…

Quale?

Al termine delle lezioni a distanza c’è un test di approfondimento, questa volta in presenza. Si tratta di 20 domande a risposta multipla. Ci è sembrato opportuno che la fase di verifica non fosse in modalità e-learning. Questa è stata una scelta coraggiosa ma, io credo, molto corretta per garantire la massima serietà nello svolgimento delle prove.

Quali sono le categorie di lavoratori coinvolti dal progetto?

Tutti i lavoratori. E per lavoratori intendiamo tutte le persone impegnate nelle attività di Ateneo. Destinatario dei corsi, per intenderci, è anche lo studente che frequenta i laboratori, così come lo studente che svolge attività archeologica in una zona di scavo, oppure (in riferimento alla formazione di base), lo studente che svolge un tirocinio in azienda. Negli ultimi anni abbiamo formato oltre 1000 studenti.

Come si svolgono i corsi?

Abbiamo fatto la scelta di non realizzare videolezioni privilegiando la lettura dei contenuti. Su Moodle inseriamo lezioni e test studiate appositamente per le esigenze del nostro Ateneo. Uso il plurale perché, come è ovvio, siamo più d’uno a curare le lezioni e a preparare le slide: io, l’ingegner Alessandro Alessandrini e il medico competente, il dottor Vincenzo Musumeci.

Come leggere questo cambiamento?

Stiamo certamente parlando di dematerializzazione, in questo modo diciamo addio alla versione cartacea del materiale dei corsi. Parliamo di informatizzazione. Parliamo di semplificazione, perché l’organizzazione diventa estremamente rapida e non richiede di fissare date, organizzare aule e perché è più semplice per l’ ”utente” accedere al servizio. Parliamo di risparmio di tempo e di denaro.

Diamo una misura dell’importanza di questo progetto.

Tutela della salute e sicurezza sono due aspetti fondamentali nei luoghi di lavoro, dove trascorriamo la gran parte del nostro tempo. La formazione di base e quella specifica aumentano la consapevolezza dei lavoratori, diminuendo il rischio.

Professor Bernardo, come si è riusciti a coniugare prevenzione e sicurezza con il

Marco Bernardo, delegato del Rettore all’Innovazione Tecnologica

processo di innovazione?

Il progetto, che prevede un periodo di sperimentazione di due anni, nasce dalla collaborazione tra Ufficio prevenzione e protezione d’Ateneo e CISDEL (Centro Integrato Servizi Didattici ed E-Learning). Ciascuna delle due strutture ha messo a disposizione il proprio know how per raggiungere un obiettivo comune: la Formazione a distanza estesa a tutti i corsi che l’Università dovrà organizzare in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è la prima volta che negli ultimi anni obiettivi importanti vengono centrati dal nostro Ateneo grazie alle sinergie tra compartimenti diversi. Questo dimostra che la collaborazione è fondamentale e che ad Uniurb sappiamo fare squadra!

 

Immagine in evidenza: Jim Kalligas