Tribunali, toghe, arringhe, martelletti, alle pareti il monito la legge è uguale per tutti. Tutto questo resterà. Il sogno di tanti di indossare gli abiti del brillante avvocato da legal drama non è accantonato. Continui a coltivarlo, si impegni a realizzarlo chi vuole. C’è che alla lista degli obiettivi di chi decide di dedicarsi allo studio diritto, ora è possibile aggiungere molte altre proiezioni interessanti. L’offerta formativa del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Urbino, compiendo una decisa evoluzione, ha infatti introdotto nuovi percorsi professionalizzanti. Che cosa cambia? Una ad una vi spieghiamo tutte le differenze.

I numeri e quello che dicono

Il corso di laurea magistrale quinquennale in Giurisprudenza è il primo argomento di cui ci occupiamo in questo post. La differenza più evidente, che distingue presente e passato, riguarda i numeri, senza ridursi ai numeri. Ciascuno studente potrà scegliere tra 6 percorsi differenti e si passa da 30 a 28 esami. Cambia anche il volume degli esami opzionali, portato a cinque. Vale a dire possibilità di scelta, specializzazione.

Massima flessibilità

“Abbiamo previsto – spiega il professor Paolo Pascucci, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Urbino – massima flessibilità del piano di studi. I 6 corsi si suddividono in: 1 generale e 5 specialistici. Tutti, sottolineo tutti, danno accesso ai concorsi per l’accesso alla magistratura, alla carriera notarile e all’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato”.

6 opzioni che equivalgono a 6 destinazioni finali. Scegliere autonomamente gli esami opzionali da sostenere costruendo in maniera assolutamente personale il proprio profilo. Oppure? Oppure dare un “sapore” giuridico-economico alla propria carriera universitaria, coniugare (un’altra delle ipotesi) lo studio del diritto alla tutela dell’ambiente, alla logistica e ai trasporti, al mondo della produzione culturale, dell’impresa. Sottotitolo di questa piccola rivoluzione: massima libertà, personalizzazione. E non vi abbiamo ancora detto tutto. I 5 esami opzionali del percorso generale non sono blindati. Per completare il piano degli studi si può attingere all’elenco degli insegnamenti della Scuola di Giurisprudenza. Le alternative aumentano in presenza di esami da 6 crediti formativi: allora il bacino da cui pescare è quello di tutti gli insegnamenti attivati nell’anno accademico di riferimento.

Bienni specialistici (commentati)

L’elenco dei bienni specialistici è questo:

Ambiente e territorio
Logistica e trasporti
Diritto, impresa e mercato
Ordine pubblico e sicurezza
Impresa e cultura

Per ognuno il professor Pascucci ci ha fornito una brevissima descrizione.

“Il percorso Ambiente e territorio affronta uno dei temi cruciali del nostro ordinamento, della legislazione comunitaria e internazionale. La formazione incentrata sulla tutela del territorio, affrontata a partire dalla giurisprudenza, trova dunque una forte corrispondenza nel mercato del lavoro”.

“Quello della Logistica e trasporti è sicuramente un settore strategico per le aziende pubbliche e private. La complessità gestionale e la forte espansione che sta attraversando richiede un elevato livello di conoscenze e competenze che il nostro percorso riesce certamente a garantire”.

Diritto, impresa e mercato: siamo di fronte ad una puntuale risposta alle sfide del mondo del lavoro. Da tempo sono molto ricercate figure in grado di porre in relazione diritto ed economia. Ma c’è un’altra peculiarità importante: il piano di studi consente di acquisire le competenze giuridiche-economiche richieste per accedere ai corsi di abilitazione all’insegnamento nelle scuole superiori”.

Ordine pubblico e sicurezza: rispetto agli altri percorsi qui siamo su un terreno di competenze più classico. Criminologia, Diritto penitenziario, Ordinamento giudiziario sono gli insegnamenti caratterizzanti”.

Impresa e cultura: ci affacciamo all’universo in espansione del diritto della cultura. Punto fermo, anche in questo caso, resta l’approccio interdisciplinare, indispensabile per indagare i tanti aspetti di un nuova dimensione imprenditoriale legata alla creatività”.

Il percorso online

L’innovazione questa volta riguarda il corso di laurea triennale in Scienze giuridiche per la consulenza del lavoro e la sicurezza dei lavoratori. Dall’anno accademico 2018/2019 sarà infatti possibile seguire le lezioni in modalità e-learning. “In questo modo – spiega il professor Pascucci – cerchiamo di far fronte alle esigenze di molti studenti lavoratori. Le chat, i seminari e altre modalità di formazione a distanza permetteranno a tutti di partecipare alla vita quotidiana dell’Università”.

La capacità di confrontarsi

“Questi cambiamenti – conclude il professor Paolo Pascucci – sono frutto di una riflessione approfondita condotta insieme a studenti e stakeholders. L’offerta formativa del nostro Dipartimento diventa così modulare e in grado di confrontarsi con il mondo del lavoro senza perdere qualità e lo stretto legame con la tradizione giuridica. Un confronto che è destinato al rinnovamento, perché la via della flessibilità che abbiamo intrapreso prevederà sicuramente altri cambiamenti”.

Dalla parte degli studenti

Last but not least: come si è arrivati alla nuova offerta formativa? Il percorso è interessante, perché è un esempio di democrazia interna. Elena Gallerani e Gloria Guidomei, rispettivamente rappresentanti degli studenti di Giurisprudenza e di Scienze Giuridiche per la Consulenza del Lavoro e la Sicurezza dei Lavoratori fanno parte di questa storia.

Elena Gallerani (foto di Donatello Trisolino)

“In questi giorni – racconta Elena – in Dipartimento ci siamo nuovamente incontrati per definire la formazione di chi dovrà poi fornire indicazioni sui corsi agli studenti. Da mesi ci riuniamo con i docenti per dare il nostro contributo, il nostro punto di vista. Raccogliamo suggerimenti nelle assemblee studentesche e li traduciamo in proposte da portare nel Consiglio di Scuola. Molto utile è stato il confronto con gli stakeholder (imprese, avvocati, dirigenti scolastici) da cui è emersa la necessità di avviare percorsi di diritto applicato all’economia. La flessibilità del piano di studi, che tra l’altro continuerà ad adattarsi alle esigenze contingenti, la possibilità di specializzarsi, sono a mio avviso cambiamenti che sapranno tenere il passo del mercato del lavoro, che richiede nuovi profili (penso al data protection officer)”.

 

Ma c’è un altro aspetto, di metodo, da evidenziare. “La collaborazione si è rivelata fondamentale. Personalmente – dice Elena – sono stata molto felice di poter partecipare alla costruzione della nuova offerta. Come era già successo lo scorso febbraio, quando sono stata chiamata a intervenire ad un convegno per i 70 anni della Costituzione, è stato bello avere la fiducia dei professori. Per me, ora, rileggere la scheda dei corsi, significa sentirmi parte attiva nella vita della mia Università!”.

 

Gloria Guidomei

Per Gloria Guidomei, rappresentante degli studenti della Laurea Triennale in Scienze giuridiche per la consulenza del lavoro e la sicurezza dei lavoratori vale lo stesso: “L’idea che la nuova offerta, il corso online, nasca dalle esigenze degli studenti, dalla necessità di conciliare impegni lavorativi e universitari, è un segnale davvero importante. Dalla Carlo Bo escono profili professionali interessanti. D’ora in avanti, grazie all’apprendimento a distanza, l’opportunità di andarsi a prendere il proprio futuro sarà più accessibile!”.

 

 

 

Immagine in evidenza: Moren Hsu