L’emergenza da Covid-19 non ha fermato e non fermerà il PhD in Global Studies. Economy, Society and Law! Sta per partire, infatti, la selezione dei candidati alla quarta edizione del dottorato di ricerca interessati a carriere professionali nell’ambito della ricerca, o a ruoli di responsabilità nelle istituzioni private, pubbliche o accademiche che fronteggiano i nuovi scenari globali e le sfide dell’internazionalizzazione.

9 sono i posti disponibili di cui 8 con borsa di studio, con la conseguenza che i primi otto studenti ammessi avranno accesso a una borsa triennale che consentirà loro di svolgere attività di alta formazione e ricerca sia a Urbino, sia presso istituzioni internazionali. 7 sono invece i giorni che mancano alla chiusura delle iscrizioni: la domanda di partecipazione alla selezione deve essere inoltrata entro le 12.00 (ora italiana) di giovedì 11 giugno 2020.

Per i lettori di Uniamo, Antonello Zanfei – Professore di Economia Applicata, docente di Economia della Globalizzazione e Coordinatore del Corso – fa il punto sul dottorato e racconta le novità dell’edizione 2020-2021.

 

 

Il Professor Antonello Zanfei

Professor Zanfei, in un post del 2017 davamo il benvenuto al PhD in Global Studies nel palinsesto formativo di Uniurb. Come si è evoluto negli anni questo importante percorso didattico?

Sì, sono stati tre anni intensi, un crescendo di internazionalizzazione sia sul versante degli studenti, sia su quello dei docenti. Siamo partiti con due studenti di provenienza estera su otto posti messi a bando dall’Ateneo nel 2017, siamo passati a tre l’anno successivo e a quattro in quello dopo ancora. Si è ampliato, quindi, il ventaglio dei Paesi di provenienza dei nostri dottorandi: Russia, Vietnam, Colombia, Turchia, Nigeria, India e altri nostri studenti hanno conseguito titoli in diversi Paesi e continenti: USA, UK, Korea, Francia.

 

È cresciuto notevolmente, inoltre, il numero di docenti che hanno collaborato ai nostri corsi. Oltre a una trentina di docenti dell’Università di Urbino che hanno dato generosamente tempo ed energie per la didattica e la ricerca nell’ambito di questo dottorato, sono stati ancora più numerosi i docenti di istituzioni diverse che hanno tenuto seminari, lezioni ed esami e hanno trascorso da noi periodi di diversa durata.

Fra i docenti del PhD figurano anche molti visiting professor.

Certo, non sono mancati visiting professor di Università statunitensi ed europee che sono stati da noi diverse settimane, tenendo interi corsi e ampliando le prospettive di studio e ricerca per i nostri studenti. Abbiamo invitato in questi anni oltre 30 docenti di istituzioni straniere, fra cui l’Università di Amsterdam (Olanda), la Emory University (USA), l’Università di Delhi (India), la Macquarie University (Australia), la Sorbonne di Parigi (Francia), l’Università di Reading (UK), la Rutgers University (USA), l’Università di Tokyo (Giappone), l’Università di Vienna (Austria), la Villanova University (USA), per citarne solo alcune.

 

E abbiamo anche ampliato il ventaglio dei temi coperti con la nostra didattica e con i nostri percorsi di ricerca, dando piena attuazione all’idea iniziale di alternare cicli triennali sull’economia e la politica della globalizzazione, con cicli di pari durata sugli aspetti sociologici e giuridici della mobilità internazionale di persone, capitali e merci.

Quali sono le novità della quarta edizione del PdD?

Questo sarà l’anno in cui torneremo ad avviare, con rinnovato entusiasmo, dopo l’edizione del 2018, un ciclo triennale di dottorato che interesserà il versante sociologico e giuridico. L’edizione di quest’anno si intitola: Global society, Cross-border mobility and Law. Ci si occuperà di flussi migratori, di conflitti e trasformazioni sociali indotti dalla globalizzazione, di come cambiano i diritti e la loro tutela su scala globale. E si studieranno le politiche sociali, gli aiuti e le relazioni internazionali, le istituzioni nazionali e sovranazionali per il governo della globalizzazione, per far fronte agli squilibri territoriali, alle sfide in campo ambientale e alle disuguaglianze che vi si accompagnano.

 

Non mancherà un’attenzione alle forme di de-globalizzazione come la Brexit, l’emergere di nuovi nazionalismi, le spinte alla chiusura dei confini in epoche di conflitti commerciali e politici, ma anche per effetto di pandemie come quella attuale che ha messo in ginocchio molti Paesi del mondo.

 

In effetti l’abbiamo scritto nel 2018: col dottorato in Global Studies Urbino ha una finestra sul mondo!

Sì, siamo una finestra sul mondo! Il mondo cambia e il nostro dottorato non può che tenerne conto cercando di interpretare e studiare le novità nello scenario internazionale. Anche per l’anno prossimo, emergenza Covid-19 permettendo, abbiamo un programma denso, con colleghi di varie Università che hanno accettato di collaborare. Fra i docenti confermati per il prossimo ciclo abbiamo Manfred Steger, della University of Hawaiʻi at Mānoa, autore del fortunato Globalization. A short introduction.

9 sono i posti disponibili, di cui 8 con borsa di studio. 

Anche quest’anno l’Ateneo ha voluto investire nel campo dell’alta formazione aumentando da 7 a 8 le borse messe a concorso, di cui una riservata a studenti con titoli acquisiti all’estero e le rimanenti disponibili per chiunque presenti il profilo adatto, indipendentemente dalla provenienza geografica. È una scelta che condividiamo pienamente, del tutto coerente rispetto alla linea, che seguiamo da tempo, di massima apertura internazionale del nostro dottorato.

 

È un’opportunità che, come ogni anno, vogliamo sia aperta a tutti i migliori studenti, siano essi italiani o stranieri, purché abbiano le capacità e le motivazioni giuste e, ovviamente, facciano domanda entro la scadenza prevista: l’11 giugno. Mancano pochi giorni, ci auguriamo che rispondano anche quest’anno in molti, nonostante i disagi e le difficoltà che l’emergenza da Coronavirus ha imposto finora.

Immagino che il Covid-19 non abbia interrotto e non interromperà le attività didattiche del dottorato.

Abbiamo partecipato anche noi allo sforzo ammirevole che questa Università ha compiuto per dare continuità alla didattica e alla ricerca, utilizzando con impegno e determinazione i mezzi telematici e le piattaforme disponibili. Tutte le nostre lezioni, seminari e workshop hanno proseguito utilizzando piattaforme digitali. Stiamo tenendo online, in queste settimane, anche le sessioni seminariali in cui i nostri dottorandi del secondo e terzo anno relazionano sulle loro attività di ricerca. Molti di loro si collegano dall’estero dove si trovano per motivi di ricerca.

 

In non pochi casi abbiamo potuto trasformare questa fase difficile in un’opportunità di dialogo e di scambio di idee con studiosi che sarebbe stato difficile fare spostare per venire a partecipare di persona ad una nostra iniziativa. È stato il caso di queste stesse sessioni seminariali, ma anche di una recentissima iniziativa sulle politiche di governo dei flussi migratori e della povertà, di un seminario sulle sfide della digitalizzazione, di un workshop sulla diffusione internazionale dell’innovazione. Tutte iniziative che hanno visto la partecipazione di studiosi di vari Paesi e anche di diversi continenti.

Eventi di rilievo in programma?

A ottobre organizzeremo un convegno internazionale sulle disuguaglianze fra Paesi che vedrà la partecipazione in teleconferenza del premio Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz, che ha accettato volentieri di partecipare a distanza, memore anche di un suo passaggio ad Urbino per una conferenza di quasi quindici anni fa.

Non possiamo che concludere: #GlobalStudiesNonSiFerma! 

 

Immagine in evidenza: Ian Schneider.

 

 

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