Breve rewind per il lettore: nel 2018, ACRI, l’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, investe sul bando Young Investigator Training Program, che promuove la ricerca scientifica e le collaborazioni internazionali tra centri di ricerca. Uniurb partecipa, si aggiudica 3 borse di studio, diventa capofila di un network scientifico. 2019: stesso copione, con la differenza che le borse di studio (a breve il bando 2019 sul portale di Ateneo) sono molte di più, come le risorse disponibili.

La professoressa Raffaella Servadei, coordinatrice del progetto, ci ha spiegato perché questa è l’edizione delle “moltiplicazioni”.

Partiamo dai numeri?

Sì. Visto che a Urbino ci occupiamo di matematica pura, è un ottimo punto di partenza. Quest’anno le borse di studio a disposizione sono più che raddoppiate. Ne attiveremo infatti 8 o 9, per un investimento totale di 33.000 euro, il doppio rispetto al 2018. ACRI ha previsto di assegnare fino a un massimo di circa 90 premi di ricerca, il nostro Ateneo ha ottenuto il 9-10% delle risorse messe a disposizione. Un eccellente risultato!

Chi sono i destinatari?

Giovani ricercatori sotto i 40 anni e che lavorino fuori dall’Italia.

Qual è il messaggio da captare?

Finanziando il nostro progetto, ACRI ha promosso e dimostrato attenzione verso la ricerca di base, spesso additata di essere distante dalla vita di tutti i giorni. L’investimento di ACRI ci dice che esistono e resistono realtà sensibili al progresso della conoscenza e che queste realtà sono un incentivo alla costituzione di una rete scientifica nel nostro Paese.

Raffaella Servadei, docente di Analisi Matematica e coordinatrice del progetto finanziato da ACRI

Uniurb è ancora capofila, come è stato nel 2018?

Sì, il ruolo di capofila è ancora affidato all’Università di Urbino. L’idea di partecipare al bando è stata nostra anche quest’anno, così, presi i contatti con altri centri di ricerca, abbiamo presentato la domanda.

L’Università di Urbino è alla guida di…?

Ben 16 centri di ricerca, tra cui la Classe di Scienze della Scuola Normale Superiore di Pisa, il Dipartimento di Matematica e Applicazioni dell’Università degli Studi di Milano- Bicocca, il Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari, il Dipartimento di Matematica e Applicazioni dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Dipartimento di Matematica “Federigo Enriques” dell’Università degli Studi di Milano. Ogni partner ha un proprio referente e tutti sono legati tra loro da una consolidata collaborazione scientifica che negli anni ha portato alla pubblicazione di articoli in riviste scientifiche di livello internazionale. Tale collaborazione è alimentata da comuni interessi di ricerca, indirizzati sia agli aspetti teorici della matematica pura che a quelli pratici, con particolare interesse alle applicazioni in ingegneria.

Lo scorso anno il convegno Two nonlinear days in Urbino aveva attratto esperti di analisi nonlineare e calcolo delle variazioni di molti Paesi del mondo. Qual è il tema 2019?

Il tema sarà lo stesso, ma rispetto al 2018 coinvolgeremo maggiormente i referenti dei centri di ricerca che, nel corso del convegno, terranno un seminario. L’obiettivo, d’altra parte, è quello di stabilire e consolidare i rapporti internazionali per la definizione e l’attuazione di programmi scientifici condivisi.

 

Immagine di copertina: Paul Bergmeir