Marco Baffoni e Sanaa Mehni, studenti Uniurb, si “affrontano” durante la trattativa

 

Da una parte le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) e, dunque, l’interesse dei lavoratori: innalzare l’asticella del riconoscimento economico parametrandola agli obiettivi raggiunti. Dall’altra l’azienda, un’impresa manifatturiera, possibilista sulla premialità, ma più cauta sui numeri.
C’è dibattito, in qualche caso i toni si accendono, qualcuno alza la voce. Qualcun altro cerca di arrivare a un punto di incontro, c’è chi scrive per lasciare traccia.

Dove siamo? Nelle aule dell’Università di Urbino: è una scena che ha per protagonista il Dipartimento di Giurisprudenza (DiGiur) nell’ambito di un interessante progetto di collaborazione con Confindustria Pesaro Urbino.
È la simulazione di una trattativa sindacale, secondo atto di un seminario che si è aperto con una lezione frontale classica ed è proseguito in maniera innovativa, con un  laboratorio.
A spiegarci perché questo sia un buon metodo di studio sono gli attori principali di questa esperienza, gli studenti del corso di laurea in Scienze giuridiche per consulenza del lavoro e la sicurezza dei lavoratori e non solo loro.

Role playing

“Il role playing – ci fa strada la professoressa Piera Campanella, coordinatrice dell’iniziativa e docente di Diritto sindacale e del lavoro privato e pubblico presso il Dipartimento – è una tecnica di simulazione il cui impiego, in ambito formativo, risale alla tradizione anglosassone. Fondandosi sul gioco di ruoli, ben si sposa con lo studio delle relazioni industriali, principalmente delle tecniche, dei contenuti e delle procedure della contrattazione collettiva, che altro non è se non un confronto tra parti. Questa modalità consente agli studenti di comprendere e assimilare concetti giuridici astratti a partire dall’esperienza. Insomma, i fondamenti teorici e lo sviluppo della capacità di ragionamento, del pensiero aggregante, restano alla base del percorso formativo, ma beneficiano dell’interazione con il caso concreto simulato. Purtroppo la cultura europea ci ha abituati alla netta separazione tra teoria e pratica in ambito didattico-formativo, eppure da qualche tempo questo approccio è stato messo in discussione, giacché è ormai chiaro come solo integrando la didattica classica con attività di laboratorio sia possibile migliorare la qualità dello studio e potenziare la preparazione e le competenze degli studenti. Nel diritto del lavoro questo è particolarmente vero, data l’estrema attualità della materia e i suoi evidenti risvolti concreti, che spingono verso una formazione il più possibile calibrata sulla realtà.”

 

La collaborazione tra Uniurb e Confindustria

“L’iniziativa – spiega la professoressa Campanella – consacra, ancora una volta, il rapporto dell’Università con il territorio. Da tempo Confindustria Pesaro Urbino e il nostro Ateneo hanno siglato un accordo per il trasferimento di conoscenze, per la collaborazione didattica, lo scambio di esperienze e l’attivazione di tirocini”.

Daniele Tanoni, funzionario Area Gestione risorse umane di Confindustria Marche Nord (sede di Pesaro e Urbino), aggiunge: “Definirei fisiologico il dialogo tra Università e Confindustria, quanto più si riesce a parlare un comune linguaggio tanto più si avranno risultati che porteranno all’incontro tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Gli studenti sono il polmone del territorio, l’ossigeno a cui le imprese attingono per far crescere l’economia. La simulazione della trattativa sindacale è soltanto una delle collaborazioni attive e, come si è constatato, un modo per rendere lo studio uno strumento di azione nella professione”.

 

Quando simulare è formativo

La prima, fra gli studenti, a commentare questa esperienza è Sanaa Mehni, iscritta al secondo anno di Scienze giuridiche per la consulenza del lavoro e la sicurezza dei lavoratori: “Il seminario interdisciplinare sulla contrattazione aziendale è un ottimo esempio di come si possa far dialogare Università e impresa. Ma questo – racconta – è soltanto uno degli aspetti interessanti. Dopo una prima parte di lezioni frontali tenute dall’avvocato Daniele Tanoni sulla retribuzione e sulle differenze tra contratto collettivo e aziendale, sul regime fiscale agevolato e sulla sostituzione dei premi con il welfare aziendale siamo passati alla fase due: la simulazione di un tavolo finalizzato alla firma di un nuovo contratto integrativo aziendale. Io ho preso le parti dell’azienda, di fronte a me avevo le RSU. Il fatto di dover sostenere un confronto, un braccio di ferro in diretta, viso a viso, mi ha facilitato nello studio. Sono riuscita a fare ordine tra le nozioni e poi ad avere una prospettiva di analisi diversa. Un piccolo antipasto del mondo del lavoro che arricchisce i personali punti di vista!”.

Al tavolo era presente anche Marco Baffoni, studente al secondo anno di Scienze giuridiche per la consulenza del lavoro e la sicurezza dei lavoratori. “È stata – spiega – un’esperienza altamente formativa e stimolante. Personalmente ho collaborato alla stesura del verbale. Non è facile gestire le dinamiche di un confronto del genere. Ognuno ha i suoi obiettivi da raggiungere, ognuno cerca di avvicinare a sé il punto di caduta della trattativa. Calarsi in una situazione così verosimile è utile per entrare nella complessità delle questioni studiate, è un’altra porta di accesso ai concetti, anche quelli più difficili”.

“Un’apertura al mondo del lavoro, alle professioni e al tempo stesso alla multidisciplinarietà”. Per Marco del Magna, studente di Scienze giuridiche, sindacalista per un giorno, è questo il valore aggiunto da portarsi a casa. “Grazie alla simulazione – commenta – mi sono sentito addosso la responsabilità che investe chiunque si occupi di lavoro. Non si trattano casi, ma si ha a che fare con persone: questo non può che richiedere maggiore attenzione nell’affrontare il proprio compito, a partire dallo studio. È un formidabile incentivo a dare il meglio di sé! Sono soddisfatto: alla fine abbiamo sottoscritto l’accordo!”.

 

Immagine in evidenza: Donatello Trisolino