Giulia Della Martera ha 20 anni e frequenta il terzo anno di Scienze Politiche, Economiche e del Governo. Chi sa quel che vuole di solito è così. Non ha necessariamente le idee chiare su tutto, ma riesce a vedere in ogni dettaglio il tratteggio di una grande affresco.

Giulia, pensa al tuo percorso. Qual è la prima cosa che ti viene in mente?

La prima cosa? Mi viene in mente che la mia scelta mi ha permesso di capire meglio le vicende politiche del mio Paese e le vicende politiche internazionali. Soprattutto in periodo di elezioni, mi sono fatta un orientamento, ho saputo dare un indirizzo alle mie idee.

Da quali studi provieni?

Liceo delle Scienze Umane. C’entra poco con le Scienze Politiche…

Cambio di rotta, se così si può dire, dovuto a?

La mia passione è sempre stata il giornalismo, amo scrivere. Le scienze politiche in realtà sono una linfa, un modo per arricchire il mio background culturale.

Il tuo sogno è ancora quello di diventare giornalista?

Diciamo che è un obiettivo in transizione.

Ossia?

Adesso, in questo preciso momento, mi affascinano l’insegnamento, il mondo accademico, la ricerca. Per l’insegnamento sento una vera e propria vocazione. Dalla mia strada non escludo le organizzazioni internazionali. Intanto, a medio termine, sono orientata a svolgere un’esperienza di tirocinio in Unione Europea. Ah, l’ho detto?

Detto cosa?

A settembre partirò per l’Erasmus.

Volo per…?

Portogallo.

Giulia prima dell’Università, Giulia dopo l’Università.

Prima ero timida, come si dice, sulle mie. L’Università mi ha reso più curiosa. Oggi voglio approfondire, so cogliere le opportunità.

Che cosa ti ha calamitato verso Uniurb?

La varietà del piano di studi. Materie giuridiche, economiche, filosofiche: tutti tasselli che mi hanno permesso di costruire l’architettura della mia formazione.

Una disciplina tra tante?

Storia delle dottrine politiche, perché tratta tutti i maggiori pensatori, da Macchiavelli a Foucault, dal Quattrocento ai contemporanei. Mi ha permesso di studiare come sono cambiati i modi di pensare, la politica e la società nei secoli. Oltre ai manuali di questa disciplina, c’è anche un altro testo nella mia libreria personale: Land grabbing, un reportage scritto da Stefano Liberti. Si parla di potenti della terra, di magnati che sottraggono risorse naturali ai popoli più poveri del mondo. Ci sono l’Africa, il Brasile, c’è il problema ancora irrisolto della monocoltura di soia, che sta impoverendo le economie locali in America del Sud. È stato molto stimolante poter approfondire queste tematiche per preparare l’esame di etnologia.

Se c’è, qual è il piacere della lettura e dello studio?

Prima di avere una tua idea, una tua opinione devi passare in rassegna ciò che scrivono e dicono gli altri, conoscere le linee guida del pensiero, i maestri. La lettura e lo studio sono fiumi in piena che alimentano la corrente degli affluenti. Noi siamo questi affluenti, io sono un affluente. Mi piace avere il quadro generale, incanalarlo e restituirlo agli altri. Se preso così, lo studio è una soddisfazione!

Consigli da dare ai colleghi più giovani e ai futuri colleghi?

Seguite le lezioni. La carta vincente di Uniurb è il rapporto tra studenti e docenti. La lezione è un momento interattivo: puoi fare domande, anche fuori dal tracciato del testo, del programma.

Appunti, riassunti o schemi: come studi?

Prendo appunti, studio sugli appunti e faccio mappe concettuali per ordinare le idee del mio discorso.

C’è competizione tra i banchi universitari?

Sì, con un collega abbiamo una sfida aperta. Siamo amici/nemici, sappiamo anche collaborare nella preparazione degli esami.

Chi dovrebbe iscriversi a questo corso?

Chi vuole capire meglio ciò che ci circonda. Ti immergi nella filosofia, nel diritto, nell’economia e quando riaffiori in superficie scopri che alla muta si sono attaccati i galleggianti messi lì da qualcun altro e che possono aiutarti nella vita di tutti i giorni. Riesci per esempio a leggere in maniera corretta un contratto, sai cos’è un decreto legislativo. Insomma hai strumenti di comprensione della realtà.

Da quali altre fonti attingi informazioni?

Giornali online. Sono incuriosita dagli approfondimenti, dagli editoriali. Mi piacciono molto i sondaggi.

Calcolo o improvvisazione?

Calcolo, non sono una persona impulsiva.

Attività extra? Fuori dall’Università che fai?

Ho collaborato con blog magazine online, cerco di partecipare attivamente alla vita culturale della mia città. Mi piace ascoltare musica, leggere, uscire con gli amici. Sono una divoratrice di serie tv: Game of Thrones, Grey’s Anatomy, Stranger Things… Ultimamente però ho poco tempo perché lavoro stagionalmente in un bar.

Di che cosa hai scritto per il web?

Di società e diritti.

Hai un piede a Urbino e uno in Portogallo. I tuoi pensieri dove sono attualmente?

Esattamente a metà strada, tra l’alta quota e il presente. Questa cosa mi emoziona, mi provoca un po’ di tensione, di vertigine. Però ho la certezza che riuscirò a gestire tutto, so mantenere i nervi saldi di fronte alle novità! Questo viaggio per me significa libertà e crescita. Probabilmente quando rientrerò in Italia conoscerò meglio Giulia.

C’è stato nella tua storia un punto cardinale da seguire per la scelta del corso universitario?

Sì e, a mio avviso, è quello che dovrebbero seguire tutti. La priorità per me non è mai stata la ricerca di un lavoro. Questo è un risultato fondamentale ma secondario. La priorità e la premessa sono sempre stati i miei interessi.

Qualcosa che rivedresti di questi due anni?

Tornassi indietro mi prenderei una stanza ai Collegi. Tutto quel che ho vissuto lo avrei vissuto con maggiore intensità, non c’è dubbio.

Dal tuo punto di vista, da osservatrice della politica, che cosa ti preoccupa dell’attuale assetto?

La chiusura degli Stati verso cui si sta marciando: non intendo solo i nuovi nazionalismi ma anche le politiche ambientali… Ognuno pensa al proprio piccolo giardinetto e non c’è mai una visione della realtà complessiva. Bene comune non pervenuto!

Esiste il bene comune?

In realtà questa definizione è una forzatura. Le decisioni hanno sempre due popoli. Però, sforzandosi di guardare al di là dei microproblemi, si può intravedere un percorso preferibile e a lungo termine.

Fai una scommessa su te stessa.

La mia scommessa su Giulia è questa: punto tutto sulla mia soddisfazione personale. Tra qualche anno mi guarderò allo specchio pensando: sono soddisfatta di ciò che ho costruito, delle esperienze che ho fatto.

Immagine in evidenza: Donatello Trisolino.